Tech e Sanità, la ripresa post-Covid riparte dai miliardari “innovatori”

La fotografia del "Billionaires insights 2020", rapporto di PwC e UBS che analizza i trend delle ricchezze dei Paperoni del pianeta

I miliardari del futuro saranno gli innovatori dei settori più tecnologicamente avanzati e dell’assistenza sanitaria. Una previsione abbastanza intuibile visto i grandi sconvolgimenti che stanno caratterizzando questo 2020 ma che in realtà è solo la coda di un trend innescato negli ultimi 2 anni, ben prima che la pandemia da Coronavirus facesse schizzare alle stelle le loro quotazioni.

Tra il 2018 e i primi sette mesi di quest’anno gli imprenditori con conti a nove zeri coinvolti nell’industria del tech hanno aumentato la loro ricchezza totale del 42,5%, da 1,3 mila miliardi di dollari a 1,8 mila miliardi. Anche meglio hanno fatto quelli del settore sanitario, con una ricchezza incrementata del 50,3%, da 438,1 miliardi di dollari e ormai giunta a 658,6 miliardi di dollari.

A sottolinearlo è il “Billionaires insights 2020”, un rapporto di PwC e UBS che analizza i trend delle ricchezze dei più ricchi del pianeta, giunto quest’anno alla sua settima edizione.

“Questi livelli di crescita superano di gran lunga il tasso complessivo di crescita della ricchezza miliardaria nel periodo, al 19,1%, se si contano anche i miliardari nei settori più tradizionali, come immobiliare e servizi finanziari, che appesantiscono il dato medio”.

Quest’anno il titolo scelto dagli analisti del report è in maniera emblematica “Cavalcare la tempesta”. Nel rapporto infatti si sottolinea come la pandemia da Covid-19 abbia accelerato tali tendenze in maniera drammatica: “i miliardari innovatori sono stati in grado di andare avanti con decisione così come hanno aumento le loro ricchezze mentre gli altri cadevano”.

Lo studio PwC-UBS individua questa particolare categoria di “super ricchi” – “scienziati, programmatori di computer e ingegneri che stanno stanno rivoluzionando le industrie a un ritmo mai visto visto prima” – e stima che tra il 2018 e il 2020 questi “disruptors” hanno aumentato le loro ricchezze del 17%, un ritmo quasi 3 volte più veloce di quelli che il rapporto definisce “miliardari tradizionali”.

La maggior parte di questi “rivoluzionari” opera proprio nei settori tecnologico e sanitario: secondo l’analisi del report il 94% può essere identificato nel settore tecnologico e il 71% in quello dell’assistenza sanitaria imprenditori. In particolare i comparti che più stanno beneficiando di questa scalata sono quelli dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e del software-as-a-service o quelli coinvolti nella scoperta di farmaci, in innovazioni nella diagnostica e nella tecnologia medica, nonché, ultimamente, nei trattamenti e nelle attrezzature per far fronte al Covid-19. Tutto questo unito all’altra grande sfida che sembra più attirare anche le attenzione della filantropia dei “billioners” di tutto il mondo, cioè la lotta al cambiamento climatico.

E su di loro, sostiene lo studio, si fonderà la ripresa post-pandemia. “Il 2020 è un anno fondamentale, un punto cardine della storia – si legge nel rapporto – Questi miliardari amplieranno i loro affari in modo esponenziale e continuano a sconvolgere tutti settori. Ci saranno venti contrari e, alla fine, vincitori e vinti tra i miliardari. Il mondo meno globalizzato, settori economici in difficoltà settori e la minaccia di una tassazione più elevata potrebbe influire alcuni, mentre altri saranno in grado di guidare il ondata della rivoluzione digitale. Più che mai, i miliardari saranno responsabile del bilanciamento dei libri contabili delle società negli anni ’20. Ciò richiederà un aumento della produttività per affrontare i disavanzi pubblici, contribuendo a ridurre la disuguaglianza sociale e affrontare il cambiamento climatico. La pandemia ha aperto gli occhi a molti più miliardari che vogliono avere un impatto“.

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