Tav, Ue finanzia il 50% del progetto e cambia le carte in tavola

Possibile svolta nel braccio di ferro sulla Torino-Lione. Lo sgravio per l'Italia sarebbe di oltre 700 milioni di euro

L’Unione Europea finanzierà al 50% la Torino-Lione. Lo ha comunicato in una nota l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Francesco Balocco, che in qualità di presidente dell’AIPo ha partecipato a Mantova alla visita delle coordinatrice europea del Corridoio Mediterraneo Iveta Radicova. Un sasso nello stagno visto il braccio di ferro dentro il governo sulla questione. L’intervento Ue farebbe infatti risparmiare all’Italia oltre 700 milioni di euro, azzerando dunque le risultanze della famigerata analisi costi-benefici che aveva portato alla bocciatura del progetto originario.

“Lunedì scorso – ha sottolineato Balocco – è stato deciso dall’Unione Europea che i finanziamenti relativi alla prossima programmazione per il corridoio mediterraneo nell’ambito dei progetti per l’interoperabilità, la decarbonizzazione e la digitalizzazione saranno pari al 50%. Notizia importante che vale anche per la Torino-Lione e conferma quanto anticipato nei mesi scorsi”, ha aggiunto. “Tav, ottima notizia e motivo in più per farla” ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

BOTTA E RISPOSTA CHIAMPARINO-SALVINI – Intanto si registra un botta e risposta tra il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e il ministro dell’Interno. “Ho ricevuto la risposta del ministro Salvini, con la quale non si autorizza lo svolgimento della consultazione popolare sulla Tav prevista dall’articolo 86 dello statuto regionale, in contemporanea con le elezioni del 26 maggio – ha spiegato Chiamparino – ringrazio il ministro che, valutando degna di considerazione la nostra proposta, fa riferimento a un non meglio precisato quadro legislativo nazionale e regionale che non contemplerebbe tale accorpamento”. “In assenza però di riferimenti normativi precisi – ha aggiunto – ritengo che semplicemente non si sia voluta esprimere la volontà politica di far pronunciare i cittadini, trovando le modalità tecniche per farlo senza costi aggiuntivi per la comunità, su un tema così importante per il Piemonte come quello della Tav. Evidentemente l’opinione dei cittadini fa paura”, ha concluso Chiamparino.

Ma per Salvini, “Chiamparino non capisce o fa finta di non capire. Il referendum sul Tav non posso convocarlo, ma andrei a votare domani mattina. La responsabilità è della Regione. Sono Chiamparino, il Pd e la sinistra, che da anni governano la Regione, a non averlo reso possibile. Era potere di Chiamparino prevederlo ma non l’ha fatto. Non prenda in giro i piemontesi”.

“Con tutto il rispetto dovuto al ministro Salvini, lo informo di aver capito benissimo – ha replicato il presidente della Regione Piemonte – Avevo annunciato di voler tenere una consultazione popolare, prevista dal nostro Statuto e che non ha bisogno di alcuna legge attuativa per essere convocata. Gli avevo chiesto di autorizzarla in concomitanza con le elezioni, e questo è stato da lui negato”.

In collaborazione con Adnkronos

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