TAV, l’accusa di Foietta: “Analisi omertosa, Toninelli ripassi la geografia”

Il giudizio severissimo del Commissario Straordinario per la Torino-Lione nel suo ultimo giorno d'incarico

Il giudizio sull’analisi costi-benefici presentata nei giorni scorsi, severissimo e senza giri di parole, arriva nel suo ultimo giorno da Commissario Straordinario per la Torino-Lione: “Numeri e metodi dell’analisi costi-benefici sulla TAV non tornano, è un documento omertoso: dà dei numeri ma non dice come sono stati costruiti. E’ un documento di una debolezza sconcertante”.

TONINELLI RIPASSI LA GEOGRAFIA – Queste le parole di Paolo Foietta, che nel suo ultimo giorno di incarico ha presentato il documento di lettura critica all’analisi pubblicata dal ministero per le Infrastrutture e i trasporti guidato da Danilo Toninelli. Al quale ha rivolto una stoccata:“Il ministro Toninelli dovrebbe ripassare la geografia e viaggiare di più: tutte le merci che vanno verso Occidente passano per Lione”

I toni sono durissimi:”E’ una analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone”, denuncia sostenendo che “i costi sono ampiamente gonfiati, mentre c’è una enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali. E se si sopravvalutano i costi, senza nessuna pezza di appoggio, caro premier Conte stiamo ragionando sull’assurdo”, ha continuato.

“BALLANO” 4 MILIARDI – Per non parlare delle ripercussioni economiche. Non farla potrebbe costare a Italia 4 miliardi- Se l’Italia decidesse di non fare la Torino-Lione “esiste una finestra di costi che può arrivare fino a 4 miliardi, una cifra legata a una negoziazione di tipo diplomatico che vedrà coinvolti Italia, Francia, Europa”, dice.

I numeri “veri”, conclude Foietta, sono quelli dei Quaderni dell’Osservatorio, dodici in tutto, “già pubblicati e messi a disposizione del governo”.

SALVINI: ANALISI COSTI-BENEFICI NON MI HA CONVINTO – Intanto, continuano le tensioni tra Lega (da sempre favorevole) e 5 Stelle (che invece deve fare i conti con lo zoccolo duro della base, dichiaratamente contraria) sull’opportunità o meno di realizzare l’opera.
Salvini non si nasconde: “Più veloci viaggiano le merci e le persone e meglio è”, ha detto il ministro dell’Interno parlando proprio della Tav. Alla domanda, poi, se l’analisi costi benefici della Tav lo avesse convinto, il ministro ha risposto con un secco “no”.

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