Tav, braccio di ferro Lega-CinqueStelle. Pronta lettera dell’Ue a Roma

A rischio 800 milioni

Sulla Tav la fumata bianca ancora non c’è. E, a dirla tutta, sembrerebbe anche piuttosto lontana. Continua infatti il braccio di ferro tra Lega, dichiaratamente e da sempre favorevole alla realizzazione dell’opera,  e CinqueStelle che invece spinge per il no, schierati dunque su due fronti opposti. 

 

E’ terminato con un nulla di fatto, l’ennesimo, il vertice di ieri sulla Tav tra il premier Giuseppe Conte, i vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, alla presenza dei tecnici che hanno illustrato ai ministri l’analisi costi-benefici punto per punto.

 

Si prosegue ad oltranza per arrivare a venerdì con una decisione finale sull’opera. Questa almeno la speranza. Sullo sfondo l’aut aut di Salvini che nelle scorse ore si è affrettato a ribadire che attende la decisione finale prima possibile e comunque non oltre venerdì.

 

Al momento però i due partiti di Governo sembrano non riuscire a trovare un punto d’accordo e la mediazione, da parte del Premier Conte chiamato ancora a fare da paciere, sembra essere più difficile del previsto. 

 

Nel corso del vertice sembrerebbe essersi fatta avanti l’ipotesi di rifare il traforo ferroviario del Frejus, con una nuova galleria di 15 chilometri, al posto del maxi-tunnel da 57,5 chilometri previsto nel progetto attuale, con l’obiettivo ovviamente di risparmiare e venire incontro ai pentastellati. Idea bocciata senza appello dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che la definisce senza troppi giri di parole “una carnevalata”.

 

PRONTA LA LETTERA DALL’UE – Intanto, aumenta il pressing internazionale: dalla Francia si fa sentire il Comité Transalpine per il Sì, mentre sembra che dalle parti di  Bruxelles i funzionari Ue avrebbero già preparato una lettera per rinfrescare la memoria su quanto c’è in ballo da un punto di vista economico: la perdita complessiva, nel caso di blocco dell’opera, sarebbe di circa 800 milioni, di cui 300 già a marzo.

 

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