Tassi Euribor in crescita: come l’anomalia pesa sulle tasche degli italiani

Nonostante la politica espansiva della BCE, il tasso Euribor cresce inaspettatamente da tre settimane. Gli effetti sui mutui

Il suo comportamento è piuttosto anomalo, viste le decisioni delle ultime settimane della Banca Centrale Europea. L’ente diretto da Christine Lagarde ha infatti deciso di lasciare invariati i tassi di interesse (fermo a 0 il tasso principale, 0,25% quello sui prestiti marginali, -0,50% quello sui depositi) e, contemporaneamente, di rafforzare il Quantitative Easing, con l’acquisto di centinaia di miliardi di euro di buoni del tesoro ogni mese.

Misure che, in passato, avevano fatto precipitare i tassi di interesse interbancario, sui quali gli istituti di credito determinano poi i tassi di mutui e prestiti. In questo caso, come accennato, il comportamento è stato invece anomalo, almeno per quel che riguarda il tasso Euribor.

Se in un primo momento il valore di riferimento per i mutui a tasso variabile era sceso ai minimi di sempre (-0,49%), nelle ultime tre settimane l’Euribor ha conosciuto un’impennata inattesa, toccando i massimi dal marzo 2016. Un colpo inatteso per le migliaia di mutuatari a tasso variabile che, magari, contavano in un ulteriore ribasso determinato dalla politica economica espansiva messa in atto dalla BCE.

Come mai il tasso Euribor sta crescendo

Dietro l’improvvisa scalata del tasso Euribor verso lo 0% (al 10 aprile è al -0,22% mentre il 16 marzo era al -0,49%) ci sarebbero vari fattori. Primo tra tutti, la sfrenata ricerca di liquidità da parte di banche e aziende. Nonostante la BCE continui a inondare il mercato europeo di denaro, banche e imprese lo tengono in cassa, per timore che nei prossimi mesi possa presentarsi una crisi di liquidità senza precedenti. Questo comportamento ha fatto balzare l’Euribor, particolarmente sensibili agli scossoni in ambito monetario.

Inoltre, a partire dal gennaio 2020 sono cambiate le metodologie di calcolo dell’Euribor stesso, provocando non poca instabilità in questa primissima fase di assestamento. Come mostrano i grafici degli ultimi mesi, l’Euribor ha mostrato una particolare volatilità che, però, dovrebbe essere destinata a scomparire nelle prossime settimane.

Tasso Euribor ai massimi dal 2016: l’impatto sulle rate degli italiani

Questa, almeno, è la speranza delle migliaia di mutuatari che, nel nostro Paese, hanno optato per un mutuo a tasso fisso anziché variabile. Anche se si tratta di una minoranza (secondo i rilevamenti dei vari osservatori, i mutui a tasso variabile sono circa il 10-15% del totale), l’impatto che la rapida crescita dell’Euribor sta avendo non è affatto di secondaria importanza.

Nel giro di qualche settimana, infatti, hanno visto crescere le rate di diverse decine di euro (ovviamente tutto dipende dall’ammontare del prestito, dallo spread applicato dall’istituto bancario e dal piano di ammortamento), con il timore che possa tornare a ripresentarsi lo stesso scenario del 2008.

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