Tassi, banchieri in allarme: l’economia non regge altri rialzi

Il gotha dell'economia a Cernobbio chiede a gran voce una riduzione del costo del denaro. Ma sul lungo periodo i tassi (e i mutui) sono in discesa

Chi soffre per la rata del mutuo potrà consolarsi (si fa per dire) sapendo che anche la crème dell’economia preme per un abbassamento dei tassi. Lo hanno chiesto a stragrande maggioranza 130 tra banchieri, manager, imprenditori ed economisti intervistati da Radiocor in occasione dell’incontro annuale Ambrosetti in corso in questi giorni a Cernobbio, sul Lago di Como.

Il 96% di loro ritiene che la Bce debba lasciare i tassi al livello attuale o diminuirli e solo il 4% vorrebbe, invece, che Francoforte proseguisse sulla strada degli aumenti. Attualmente il costo del denaro stabilito dalla Banca centrale europea è all’1,5% (ultimo rialzo a luglio). Un ulteriore rialzo servirebbe a tenere sotto controllo l’inflazione – che è la preoccupazione “istituzionale” della Bce – ma, rendendo più onerosi i finanziamenti (prestiti, mutui), deprimerebbe ancora di più l’economia.

Ottimismo diffuso tra gli economisti

Ma chi siede nella stanza dei bottoni dell’economia  non sembra cedere al pessimismo. Il sondaggio di Radiocor prevedeva quattro domande a risposta multipla su alcuni dei temi caldi di questo periodo e i risultati sono incoraggianti. Oltre ai tassi gli altri argomenti riguardavano:

•  il rischio recessione: il 62% degli intervistati crede che non si tratti di un’ipotesi concreta mentre il 38% è più pessimista;

•  la Borsa: prevale l’ottimismo anche per i mercati finanziari. Il 67,5% pensa che sia arrivato il momento di comprare in Borsa mentre  il 32,5% crede si debba ancora aspettare;

•  gli Eurobond, cioè le obbligazioni europee da emettere per finanziare il debito dei paesi dell’area-euro: l’88% del campione li ritiene utili e necessari e solo il 12% non crede in questi strumenti.

Il mutuo variabile conviene sempre

Tornando ai tassi, il recente aumento della Bce nonché l’altalena dei mercati delle ultime settimane ha scombussolato anche l’andamento dei mutui a tasso variabile. Le rate si sono alzate ma secondo gli analisti non è l’inizio di una lunga salita. Il costo del denaro anzi potrebbe rimanere ai livelli attuali fino a tutto il 2012.

Una buona notizia per chi ha scelto il variabile. Il tasso Euribor, cui è vincolata la maggior parte dei mutui variabili, è previsto addirittura in discesa: stando ai prezzi a cui vengono scambiati oggi i future sull’Euribor a 3 mesi, fissato ora all’1,54%, il tasso dovrebbe subire un progressivo calo nei prossimi mesi: a dicembre 2011 è visto all’1,3%, a marzo 2012 all’1,19%, a giugno 2012 all’1,16%. Tornerà ai livelli attuali intorno a giugno 2013 e superare la soglia del 2% dopo la primavera del 2014. Ma sempre sotto il tetto del 3% che è stata la sua media negli ultimi 10 anni.

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