Tariffe luce e gas, Imu, addizionali e anche la pausa pranzo. Aumenti per 2.500 euro all’anno

Una raffica di aumenti sui consumi e gli effetti delle ultime manovre fiscali: un mix esplosivo per le finanze già precarie delle famiglie italiane

Un anno tutto in salita, questo 2012, per i cittadini contribuenti-consumatori-utenti. L‘inflazione ha già ripreso a mordere i consumi di ogni genere, dagli alimentari ai carburanti, e ora “piove” sulle bollette di luce e gas. Tra un paio di mesi, toccherà alla casa con l’arrivo della prima rata dell’Imu, la nuova Ici. Insomma, prima del giro di boa di fine giugno, le famiglie italiane avranno già pagato buona parte della stangata complessiva di 2.467 euro che – stimano le associazioni dei consumatori – le colpirà nell’arco di quest’anno.

I calcoli sono stati fatti da Federconsumatori e Adusbef. Le associazioni ipotizzano nel corso del 2012 un aumento medio per famiglia di 1.334 euro su prezzi e tariffe e di 1.133 euro per le imposte tra cui l’Imu, l’Iva (con l’aliquota al 21%) e le addizionali Irpef regionali e comunali.

Già partito il caro energia

Dal 1° aprile sono scattati gli aumenti dell’1,8% sulla bolletta del gas, con un rincaro di 22 euro per una famiglia-tipo, e del 5,8% sull’energia elettrica, con un aumento di 27 euro. Ma non è finita. A maggio scatterà per l’elettricità un ulteriore aumento di circa il 4% (per un totale del 10,03%). Gli aumenti sono stabiliti dall’Autorità per l’energia e per l’elettricità sono dovuti – stando alle dichiarazioni della stessa Authority – all’impennata del greggio (+8,5% solo nell’ultimo trimestre) contestuale alla svalutazione dell’euro sul dollaro (quindi il barile ci costa di più), amplificata dall’emergenza freddo di febbraio. Tra gas e luce, il rincaro totale potrebbe arrivare ai 70 euro a famiglia.

Costa di più la pausa-pranzo

Aumenta anche la spesa per i pasti fuori casa. Sempre secondo le due associazioni, per un menù-tipo in un bar/self service composto da un primo, dessert/macedonia, caffè e mezzo litro di acqua si pagano in media 12,70 euro, il 3% in più rispetto allo scorso anno e il 130% in più rispetto al 2001, anno dell’entrata in vigore dell’euro. Il costo mensile delle pause pranzo è di 279 euro al mese. Un rincaro, tuttavia, che non si discosta dall’aumento generale del costo della vita.

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