Dalle tariffe autostradali i soldi per le infrastrutture

E' l'unico settore in crescita: 5 miliardi di fatturato e 1 miliardo di utile. Pagano gli utenti

Da dove far spuntare i soldi per le infrastrutture? Dalle autostrade, naturalmente.
E’ un settore che non conosce crisi. Secondo un rapporto dell’Ispettorato dell’Anas, si sta parlando di un’impresa da 5 miliardi di fatturato e 1 miliardo di utile, con 13 mila e 800 dipendenti.
Dal 2000 cresce ininterrottamente del 2% all’anno, compresi gli ultimi 2 anni di crisi nei quali il suo mercato, il traffico, si è fermato.

Qual è il segreto? Ma le tariffe naturalmente. E qui scoppiano le polemiche. Tant’è che il rapporto, consegnato dal presidente dell’Anas Ciucci al Parlamento, è stato poi fatto sparire come documento riservato.
Da dati e cifre emergeva infatti che l’aumento dei pedaggi ha incrementato i ricavi del 6% nel 2008. E all’inizio di quest’anno – come abbiamo già sottolineato – c’è stato un ulteriore scatto tariffario.

Le società concessionarie hanno così registrato un utile complessivo di oltre 1 miliardo di euro, cioè circa il 20% del fatturato complessivo. Ne sono scaturiti investimenti, fiore all’occhiello del settore, uno dei pochi a farne:  1,7 miliardi nel 2008, il 90% di quanto era stato previsto nei piani concordati con 1’Anas.

Facile investire quando si tosano gli utenti, dicono consumatori e alcuni economisti, tanto più che alcune concessionarie hanno avuto dallo Stato le autostrade, cioè infrastrutture pubbliche, praticamente gratis. Nient’affatto, ribattono gli interessati, che invocano rischio imprenditoriale e investimenti come giustificazione di tariffe alte e utili conseguenti.
In mezzo, c’è l’Antitrust che storce il naso, chiedendo maggiore concorrenza, gare pubbliche e concessioni brevi (ma Autostrade, rinnovata di recente, arriva al 2038).

Per il governo, invece, tutto ok, anzi: il settore autostrade è infatti ormai l’unico che può garantire i capitali per le infrastrutture, a fronte di casse pubbliche desolatamente vuote. E infatti si raschia il fondo del barile, anticipando la vendita di concessioni che scadranno a breve: Brennero e Centro Padane verranno messe a gara quest’anno. E come ha già annunciato il viceministro perle Infrastrutture Roberto Castelli, si cercano superstrade da mettere a pagamento.
Automobilisti, occhio al (nuovo) casello

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