Superindice Ocse, incubo recessione per l’Italia

L'indicatore calcolato dall'organizzazione internazionale mostra una crescita nulla o negativa dei paesi membri per il quarto mese consecutivo

Il Composite leading indicator (Cli), ovvero il superindice calcolato dall’Ocse sull’andamento della congiuntura nei 30 paesi membri, rafforza in agosto i segnali sul rallentamento della crescita già apparsi negli ultimi tre mesi. I dati sono particolarmente preoccupanti per Canada, Francia, Italia, Regno Unito, Brasile, Cina e India. E va ancora peggio per gli Stati Uniti. Germania, Giappone e Russia sembrano invece continuare nella fase espansiva.

ll superindice per l’intera area Ocse è sceso in agosto dello 0,1%, segnalando per il quarto mese una crescita nulla o negativa. Il Cli, spiega l’Ocse, serve ad indicare i punti di svolta nell’attività economica approssimativamente con sei mesi di anticipo. I dati stanno indicando che dopo aver raggiunto il tetto, la congiuntura ha messo il muso verso il basso e la produzione industriale ha assunto nuovamente un andamento calante.
Per ora la maggior parte dei paesi è ancora con l’indice oltre quota 100, che delimita il confine dell’economia in espansione. Invece quando la curva dei dati è ancora sopra 100, ma tende all’ingiù si parla di inversione; sotto 100 di recessione.

Ebbene l’area Ocse nel suo insieme è in agosto a 102,9; l’area euro è quella che va meglio (grazie alla Germania) ed è a 103,7; le cinque maggiori economie asiatiche (Cina, India, Indonesia, Giappone e Corea) sono a 101,6. Tra le maggiori economie  solo il Brasile è già sceso sotto 100, a 99,3, ma anche l’India, ora a 100,4, sta per entrare nella zona negativa. Gli Stati Uniti sono a 102,3, la Cina a 101,3 con un fortissimo trend negativo.
L’Italia è a 103, ma da cinque mesi il Cli che la riguarda mostra il segno meno. La previsione dell’Ocse per il nostro paese è che ci aspetta un’inversione del ciclo, quindi la concreta possibilità di tornare a una crescita negativa.

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