SuperEnalotto, chi vince rischia di ritornare più povero di prima: la ricerca lo conferma

Gli studi dimostrano che 9 vincitori su 10, in passato, hanno dilapidato in fretta le enormi cifre ottenute

In questi giorni il jackpot del SuperEnalotto ha raggiunto picchi da record, oltre 200 milioni di euro. Una cifra che dovrebbe garantire a chi la vince tranquillità economica perenne. Alcuni studi, però,  dimostrano il contrario.

Le ricerche degli esperti hanno fatto emergere un dato tanto impressionante quanto allarmante: quasi 9 persone su 10 che vincono nelle lotterie tornano velocemente ‘povere’ nel giro di poco tempo. Questo accade all’incirca nei primi 24 mesi dalla vincita. Tradotto in percentuale, l’87% dei fortunati dilapida il denaro con celerità.

Studi di neuroscienze e finanza comportamentale hanno cercato di capire perché chi vince tanto denaro, spesso, lo spende velocemente. Uno dei fattori principali dello sperpero riguarda il concetto dei ‘soldi facili’, soggetti a essere spesi dissennatamente.

La questione si lega alla fonte del guadagno. Nella maggior parte dei casi, per il cervello umano e, dunque, per il nostro modo di ragionare, le fortune ottenute con fatica devono essere spese in maniera accurata e oculata. Il contrario di ciò che avviene con somme avute facilmente. Queste vengono etichettate dagli studiosi come “ad alto rischio” e sono non di rado protagoniste di investimenti folli, acquisti pazzi e spese illogiche. Un modus operandi che porta a perdere rapidamente soldi e patrimonio.

Altro fattore di rischio è l'”ottimismo irrealistico”, concetto teorizzato dal premio Nobel Daniel Kahnemann. Le sue ricerche hanno dimostrato che i vincitori delle lotterie, dopo aver incassato il premio, si convincono di essere consacrati alla prosperità perpetua, agendo come se la fortuna non li potrebbe più lasciare. Da qui compere ed esborsi assurdi, senza alcuna visione per il futuro.

C’è un terzo fattore che influisce sullo sperpero del denaro: il senso di colpa. In questo caso i soggetti più vulnerabili sono quelli ‘umili’, finanziariamente parlando. Gli studi hanno mostrato che parte delle persone formatesi in un contesto di difficoltà economica vedono la ricchezza in maniera non del tutto positiva. La ambiscono, ma da un punto di vista etico la condannano.

Approcciandosi al denaro con il senso di colpa, queste persone, una volta diventate facoltose, tendono a elargire grosse somme ad amici, parenti e conoscenti. Il fatto di donare soldi senza valutare bene i perché, i per come e se davvero una persona se li merita non è altro che un modo per placare il senso di colpa derivato dal concetto che il denaro sia amorale.

Alla luce di tutto questo, vincere il jackpot del SuperEnalotto potrebbe non essere proprio una fortuna.

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