Supercar italiana e targa tedesca: niente tasse e multe. L’ultimo colpo dell’elusione fiscale

Una serie di lacune normative consentono di immatricolare l'auto in Germania risparmiando il superbollo e sfuggendo all'autovelox e al redditometro

Fatta la legge, trovato l’inganno. Gli italiani non si smentiscono e di fronte a nuove tasse escogitano nuove forme di elusione fiscale. Questa volta tocca al bollo auto, anzi al superbollo per le supercar previsto dalla manovra salva-Italia. Per non pagare la sovrattassa, ma anche le multe dell’autovelox e i pedaggi d’ingresso nei centri storici, basta una targa tedesca. Semplice, economico e soprattutto vantaggioso.

Sono sempre di più gli italiani (soprattutto le aziende ma ora anche i privati) che ricorrono a questo trucco perché – a causa di alcuni “buchi” nella normativa – consente di ottenere in modo formalmente legale diversi vantaggi fiscali e non solo. E’ infatti un fenomeno di elusione e non di evasione fiscale.

Un noleggio “a vita” dalla Germania

Il meccanismo è relativamente semplice, ci spiega Il Sole 24 Ore. Si prende in leasing o con un noleggio a lungo termine un’auto immatricolata in Germania oppure si vende la propria auto a un intermediario tedesco che la reimmatricola in loco e poi la affitta al vero proprietario italiano. La prassi ha preso piede con i tedeschi ma si sta estendendo anche ai paesi dell’est Europa.

E non c’è nessun bisogno di portare l’auto in Germania: tutto tutto può essere fatto inviando all’estero solo i documenti. Lo stabilisce una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (la 344 del 2008) che forse non prevedeva gli effetti collaterali… Insomma, la prassi è legale e sfrutta la mancanza di armonizzazione fiscale tra i vari paesi europei.

Niente superbollo, multe e redditometro

I vantaggi per i proprietari di auto di grossa cilindrata, sono diversi:

• si evita il superbollo che è di 10 euro ogni kw oltre i 225. Per esempio, un Suv Porsche Cayenne da 400 cavalli (294 kw) dovrebbe pagare 690 euro;

• si risparmia sull’assicurazione perché le polizze tedesche costano meno;

• si sfugge all’autovelox
, al tutor o alle telecamere d’accesso nei centri storici (Ztl, Area C) che non registrano le targhe straniere;

• ci si sottrae al redditometro
, perché negli 80 indicatori di reddito non sono compresi i noleggi da società straniere (solo gli autonoleggi italiane sono tenuti a comunicare al fisco i dati dei propri clienti).

Un ghiotto vantaggio per i contribuenti furbi e una (d)elusione per le casse dello Stato che dal superbollo hanno visto entrare solo 66 milioni dei 147 previsti. Sperando, a questo punto, che la differenza non debbano mettercela i proprietari di utilitarie. (A.D.M.)

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