Superbonus, si amplia platea con alberghi e condono

Estendere l’ambito di applicazione del Superbonus anche agli interventi effettuati su immobili con classe catastale D/2, ovvero “Alberghi e pensioni”. È la proposta contenuta nella bozza del decreto semplificazioni nella parte messa a punto dal Ministero della Transizione ecologica.

Con l’obiettivo di ampliare la platea di chi può accedere alle agevolazioni – secondo quanto si legge nella bozza – potranno, inoltre, accedere agli incentivi anche quanti hanno in corso “domande di condono edilizio”. Qualora la richiesta di sanatoria venga successivamente respinta scatta però la revoca delle agevolazioni. L’obiettivo della norma, spiega la relazione, è evitare che l’irregolarità che riguarda una singola unità immobiliare impedisca alle altre di acquisire la certificazione di stato legittimo e accedere al Superbonus.

Bisognerà, invece, ancora attendere per la proroga al 2023 delle agevolazioni che non è stata inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo intervento in Parlamento, le risorse disponibili per il Superbonus si fermano a 18 miliardi, tra Recovery plan e Fondo complementare e, pertanto, attualmente, non vi è la possibilità
di prorogare la misura di un altro anno come richiesto dal Movimento 5 stelle e Forza Italia. “Accolgo con favore le dichiarazioni del premier Draghi in Aula alla Camera sulla necessità di semplificare gli attuali contenuti normativi del Superbonus 110%, misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Abbiamo criticato con durezza il mancato inserimento già nel PNRR della proroga della misura al 2023, ma – sottolinea in una nota Azzurra Cancelleri, portavoce del Movimento 5 Stelle in Commissione Finanze e segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera – l’impegno assunto oggi dal premier deve tradursi, in tempi celeri, in un provvedimento che agevoli il lavoro di tutti i soggetti interessati dalla norma che operano nel settore dell’edilizia, già messo a dura prova dall’emergenza sanitaria ed economica. Il Superbonus è un provvedimento molto importante per il settore delle costruzioni e per l’ambiente. È necessario adoperarsi non solo per assicurare la proroga al 2023 il prima possibile, ma anche per garantire una agevole fruizione della misura grazie alle indispensabili semplificazioni burocratiche. La certezza dell’orizzonte temporale è fondamentale per consentire agli operatori economici coinvolti la sicurezza di poter avviare, pianificare e rendicontare i lavori serenamente, spronando così anche le economie locali. Questo aspetto, assieme alla cosiddetta sburocratizzazione, rappresenta una priorità assoluta”.

Favorevole alla proroga di un anno anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. “Per decarbonizzare – ha affermato Cingolani –  bisogna sporcare meno ed essere più puliti e allo stesso tempo risparmiare. Il bonus è una misura straordinaria per rendere le case dal punto di vista energetico più sicure e che non ci facciano disperdere energia. Questo perché il riscaldamento delle case contribuisce per una frazione molto forte all’inquinamento. Politicamente è una misura che riavvia molte imprese, il vero problema che vedo è che la burocrazia scoraggia molti a cominciare. Sono d’accordo a prorogare di un anno perché a causa della burocrazia si allungano i tempi, è ineccepibile politicamente dare lavoro all’edilizia, ma bisogna mettere delle regole che siano umane, se no la misura rischia di essere sprecata”.

La prima tranche di semplificazioni, che includerà anche altre misure ancora da mettere a punto, – stando all’ultima versione del Pnrr presentato dal governo alle Camere – arriverà entro la fine di maggio. La Valutazione di impatto ambientale (Via) sarà sempre soggetta alla supervisione del ministero della Transizione ecologica e la priorità sarà data ai progetti di oltre 5 milioni di valore e con maggiori ricadute occupazionali. Sarà quindi istituita una super commissione di 40 esperti che dovrà occuparsi delle Via statali e dei progetti attuativi del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza. Stesso ragionamento per spingere le rinnovabili: ci saranno meno vincoli per la costruzione degli impianti, a partire da un ruolo meno incisivo del ministero della Cultura che potrà intervenire solo se a essere interessate saranno le aree tutelate. Attenzione infine alla lotta al dissesto idrogeologico, con una rafforzamento dei commissari sul territorio.

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