Superbonus, nuove regole: più controlli, riparte la cessione dei crediti

Superbonus e bonus edilizi, pubblicate le nuove regole nella circolare dell'Agenzia delle Entrate che fa ripartire la cessione del credito

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare sulle novità che hanno interessato la cessione o lo sconto in fattura dei bonus edilizi dopo la conversione in legge dei decreti Aiuti e Aiuti bis.

Tante le novità contenute nel documento che riguardano il superbonus e i bonus edilizi. Si allentano le maglie sulla responsabilità solidale di chi acquista i pacchetti di crediti: sono chiamati in causa solo in caso di dolo o colpa grave. Vengono stabiliti gli obblighi in capo agli acquirenti dei crediti d’imposta, stabilendo degli “indici di diligenza” che espongono a maggiori controlli chi non li rispetta. Inoltre l’Agenzia chiarisce come rimediare in caso di ritardi nella comunicazione.

Superbonus, cosa sono dolo e colpa grave

La circolare 33/E, spiega l’Agenzia, fornisce chiarimenti proprio sulla responsabilità solidale del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e del cessionario del credito, “qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta”.

Nella circolare sono descritte alcune ipotesi “esemplificative e non esaustive” in cui sussistono il dolo e la colpa grave:

  • il dolo ricorre “quando il cessionario è consapevole dell’inesistenza del credito, come ad esempio nel caso in cui quest’ultimo abbia preventivamente concordato con l’asserito beneficiario originario le modalità di generazione e fruizione dello stesso ovvero qualora il carattere fittizio del credito sia manifestamente evidente ad un primo esame, da chiunque condotto, e ciononostante il cessionario proceda comunque all’acquisizione e alla compensazione dello stesso nel modello F24, traendo un beneficio fiscale indebito correlato al credito inesistente”;
  • la colpa grave ricorre “quando il cessionario abbia omesso, in termini “macroscopici”, la diligenza richiesta, come, ad esempio, nel caso in cui l’acquisto dei crediti sia stato eseguito in assenza di documentazione richiesta a supporto degli stessi o in presenza di una palese contraddittorietà della documentazione prodotta dal cedente (ad esempio, nel caso in cui l’asseverazione si riferisca a un immobile diverso da quello oggetto degli interventi agevolati)”.

Superbonus e cessione dei crediti

La circolare commenta inoltre le novità introdotte in sede di conversione del decreto Aiuti, in merito alla possibilità per le banche di cedere i crediti ai “correntisti” (diversi dai consumatori o utenti), fermo restando il divieto per il correntista cessionario del credito di operare ulteriori cessioni.
La circolare ricorda “anche in caso di prima comunicazione di cessione o sconto in fattura inviata antecedentemente al 1° maggio 2022 (diversamente da quanto previsto dall’abrogato articolo 57 del decreto Aiuti) è consentita alle banche ovvero alle società appartenenti ad un gruppo bancario la cessione a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, ovvero con la banca capogruppo, senza facoltà di ulteriore cessione”.
L’eventuale acquirente professionale non deve rifare l’istruttoria sul pacchetto di crediti, a condizione che “la banca cedente consegni al cessionario-correntista tutta la documentazione idonea a dimostrare di aver osservato essa stessa, all’atto
dell’acquisto del credito ceduto, la necessaria diligenza”.

Superbonus, come rimediare in caso di ritardi nella comunicazione

L’Agenzia chiarisce anche come rimediare in caso di ritardi nella comunicazione. È infatti possibile avvalersi, a determinate condizioni, della “remissione in bonis”, istituto che consente di inviare la comunicazione fino al 30 novembre 2022 (termine di presentazione della dichiarazione dei redditi) versando un importo pari alla misura minima della sanzione stabilita.

Superbonus, cosa fare in caso di errori nella comunicazione

La circolare contiene indicazioni utili nel caso siano stati commessi errori nella comunicazione di opzione inviata. In particolare:

  • se l’errore nella comunicazione è formale, ad esempio sono stati riportati in modo sbagliato i dati catastali o lo stato di avanzamento lavori, è sufficiente inviare una segnalazione tramite pec;
  • se invece l’errore è sostanziale, cioè se incide su elementi essenziali del credito ceduto, è possibile trasmettere una comunicazione sostitutiva entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio.

Chi non rispetta determinati criteri sarà più soggetto a controlli sui crediti fiscali.

Superbonus, cosa cosa sono gli indici di diligenza

L’Agenzia delle Entrate fornisce alcune specifiche sugli obblighi in capo agli acquirenti dei crediti d’imposta, stabilendo degli “indici di diligenza”, cioè dei criteri che se rispettati escludono controlli sui bonus edilizi, al contrario potrebbero indurre a controlli più incisivi. Tra i criteri:

  • l’incoerenza reddituale;
  • l’incoerenza tra valore credito e il profilo finanziario del cliente;
  • la sproporzione tra l’ammontare crediti ceduti e il valore dell’unità immobiliare e la mancata effettuazione dei lavori.