Stranezze della crisi, la povertà assoluta nel mondo si sta riducendo (con l’aiuto della Cina)

Nonostante la crisi, nel mondo la miseria estrema - meno di 1,25 dollari al giorno - diminuisce. Ma i livelli medi sono ancora lontanissimi dai nostri

Dal 2008 il mondo (almeno le sue economie avanzate) sta attraversando la più grande crisi economica degli ultimi 80 anni. Uno dei suoi effetti più pesanti è quello che ha colpito le risorse alimentari ed energetiche, ha fatto impazzire i prezzi e ha sicuramente fatto esplodere la quota di popolazione mondiale che vive sotto la soglia della povertà. Sbagliato. Il numero dei poveri più poveri – quelli che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno – si è dimezzato negli ultimi 20 anni.

Di per sé è una buona notizia. A darla è la Banca Mondiale, che ha pubblicato le stime dei livelli di povertà nei paesi in via di sviluppo (v. grafico). Per la prima volta da quando vengono raccolti i dati, nelle aree del mondo analizzate (tutti i paesi esclusi quelli Ocse, cioè le economie avanzate) si registra una diminuzione della percentuale di persone che vive sotto la soglia della povertà assoluta, un dollaro e un quarto al giorno, per l’appunto.

Andando a spaccare il dato scopriamo che metà di questa diminuzione è dovuta al boom economico della Cina dell’ultimo ventennio che ha fatto uscire dalla miseria estrema circa 660 milioni di persone. Nel 1981 l’84% dei cinesi viveva sotto quella soglia, nel 1990 si era scesi al 60% e nel 2008 (ultimo dato disponibile) la percentuale è crollata al 13%.

Ma il vero progresso si è registrato in Africa che nel 2008, per la prima volta, ha visto metà della sua popolazione  al di sopra della soglia degli 1,25 dollari al giorno.

Ma non c’è molto da festeggiare

Dopo aver brindato col bicchiere mezzo pieno, vediamo ora la parte vuota. Ce la indica – se ce ne fosse bisogno – il responsabile del gruppo di ricerca della Banca Mondiale, Martin Ravallion: “questa è la soglia della povertà tipica dei paesi più poveri e i 663 milioni di persone che l’hanno superata restano ancora decisamente poveri rispetto agli standard dei paesi a reddito medio e alto. E se anche continuerà questo ritmo di riduzione, nel 2015 ci sarà ancora un miliardo di persone sotto la soglia della povertà assoluta”.

Insomma c’è poco da festeggiare. Non ci vuole molto per rendersi conto che superare questa soglia non rende ricchi. E per capire che la situazione della distribuzione della ricchezza del mondo è ancora drammatica, basta salire alla soglia superiore, solo tre quarti di dollaro in più. Al livello di 2 dollari al giorno – cioè il tetto sotto il quale si è considerati poveri nei paesi in via di sviluppo – i progressi si riducono: dal 1981 hanno superato questa soglia solo 120 milioni di persone (passando da 2,59 a 2,47 miliardi), anche se a partire dal 1999 la diminuzione è stata più accentuata.

E anche qui c’è lo zampino della Cina. Se togliamo la “ricchezza” cinese – come mostrano i grafici pubblicati dall’Economist – la quota di popolazione mondiale che supera entrambe le soglie si riduce ulteriormente. (A.D.M.)

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