Stop definitivo all’anatocismo: la banca non potrà più calcolare interessi su interessi

Il via libera al provvedimento è arrivato dalla commissione Finanze della Camera. Cancellato anche per le carte di credito, le cosiddette "revolving"

Via libera della commissione Finanza della Camera allo stop definitivo all’anatocismo bancario, cioè al pagamento degli interessi sugli interessi, anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito, le cosiddette revolving.

L’emendamento che annuncia lo stop definitivo all’anatocismo bancario è l’emendamento Boccadutri, che prevede il tempo minimo superiore a un anno per la maturazione degli interessi in banca. In altre parole, gli interessi non possono maturare per un tempo inferiore ad un anno.
Inoltre, gli interessi già a carico del cliente debitore non possono più “produrre interessi ulteriori”. Infine, questi dovranno essere conteggiati al 31 dicembre ed esigibili dal mese di marzo dell’anno seguente.

COS’E’ L’ANATOCISMO – Con il termine anatocismo (dal greco anà – sopra, e tokòs – prodotto) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi). Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti “composti”. Esempi di anatocismo sono il calcolo dell’interesse attivo su un conto di deposito, o il calcolo dell’interesse passivo di un mutuo.
L’anatocismo bancario è dannoso per il risparmiatore e ha il solo fine di aumentare i profitti delle banche. Nel corso degli anni sono state molte le cause intentate per anatocismo bancario da società di servizi per il rimborso per conto dei clienti che avevano pagano interessi in realtà non dovuti e non previsti.

UN ESEMPIO DI ANATOCISMO- La banca presta 100 euro, con interesse del 3%. Alla prima scadenza, l’interesse da pagare sulla quota iniziale sarà di 3€. Alla seconda scadenza, il calcolo degli interessi non avviene più sulla quota iniziale di 100 euro, ma sull’importo di 103 euro, ossia il capitale inizialmente prestato aumentato dei primi interessi maturati su esso. In questo modo, l’interesse da pagare non sarà più pari a 3 euro, ma aumenterà a 3,09. Lo stesso procedimento, applicato alle scadenze successive, farà logicamente lievitare gli interessi, poiché la base di calcolo cresce, col risultato di un vertiginoso aumento del debito che il cliente sarà chiamato a risanare.

LE REAZIONI- “Ottima notizia. Finalmente un emendamento a favore dei consumatori e delle famiglie e non delle banche” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ora si spera che le banche la smettano di provare ad interpretare le norme sull’anatocismo a proprio uso e consumo, costringendo i consumatori ad aprire lunghi contenziosi legali. Era una storia che durava francamente da troppi anni. Bene anche l’estensione alle carte di credito revolving” ha concluso Dona.

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