Stop dal ministero: niente più ritenuta del 20% sui bonifici dall’estero

Lo rende noto con un comunicato stampa il Ministero per l'Economia e le Finanze

Dietrofront ministeriale sulla ritenuta del 20% che le banche sono tenute ad effettuare sui bonifici provenienti dall’estero a persone fisiche, una norma peraltro già in vigore dallo scorso 1 febbraio. "L’evoluzione del contesto internazionale in materia di contrasto all’evasione fiscale – si legge – fa ritenere ormai superata la disposizione che ha introdotto la predetta ritenuta alla fonte".
 
LA RITENUTA – La misura in vigore dal 1 febbraio prevedeva per le banche l’obbligo di operare una ritenuta del 20% su ogni bonifico proveniente dall’estero e diretto ad una persona fisica italiana (o ad un ente non commerciale) scaturito da investimenti detenuti all’estero o da attività estere di carattere finanziario. Sarebbe poi stato obbligo del contribuente presentare alla propria banca adeguata documentazione per dimostrare la natura non reddituale dei bonifici per evitare la ritenuta. ora il dietrofront ministeriale azzera la questione.
 
IL COMUNICATO STAMPA – Di seguito la comunicazione ufficiale da parte del Mef in merito alla questione:
Su richiesta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stato assunto in data odierna un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che sospende l’operatività della ritenuta del 20 percento sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria applicata automaticamente dagli intermediari finanziari.
 
Gli acconti eventualmente già trattenuti da intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto saranno rimessi a disposizione degli interessati dagli stessi intermediari.
 
L’evoluzione del contesto internazionale in materia di contrasto all’evasione fiscale cross-border, che ha subito una forte accelerazione, attraverso la creazione di un modello di accordo intergovernativo (IGA) per lo scambio di informazioni tra gli USA e gli altri Paesi, fa ritenere ormai superata la disposizione che ha introdotto la predetta ritenuta alla fonte, atteso che le informazioni sui redditi di fonte estera di pertinenza di residenti italiani saranno disponibili attraverso il canale dello scambio automatico multilaterale di informazioni. Tale modello ha costituito la base per la nascita di un sistema automatico di scambio di informazioni multilaterale tra Paesi (Common Reporting Standard), presentato dall’OCSE nel gennaio scorso, e sottoposto all’approvazione del meeting del G20 di questo mese di febbraio. Lo scambio di informazioni costituisce il nuovo percorso condiviso per la lotta all’evasione fiscale internazionale.
Contestualmente al provvedimento di sospensione degli effetti della norma, è stata predisposta, per le valutazioni del prossimo Governo – nell’ambito del disegno di legge concernente disposizioni per l’attuazione dell’accordo IGA con gli USA e per l’implementazione del Common Reporting Standard – una norma di abrogazione della ritenuta di cui sopra, ai fini di semplificazione.

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