Stop al secondary ticket, finalmente un argine ai bagarini online

Il ministro Franceschini: "Un fenomeno intollerabile"

Il caso bagarinaggio online, scoppiato con la vendita per il concerto di Milano dei Coldplay e gonfiatosi poi con la prevendita per altri artisti, potrebbe presto risolversi.

Con un emendamento alla legge di Bilancio, il governo pone infatti il divieto di esercitare la pratica del “secondary ticketing”, ovvero l’acquisto massiccio di biglietti di concerti per rivenderli a prezzi maggiorati. Un fenomeno che il ministro Dario Franceschini ha definito “intollerabile”. La norma contro i bagarini online prevede anche multe da 30mila a 180mila euro per ciascuna violazione accertata.

COME FUNZIONA – Il fenomeno del ‘secondary ticket’ è fondamentalmente un fenomeno di speculazione. L’organizzatore dell’evento venderebbe infatti i biglietti non solo a TicketOne (che detiene l’esclusiva per il canale online dei principali eventi e mette in vendita i biglietti ai prezzi fissati dall’organizzatore), ma anche, direttamente, alle società del mercato secondario on line, in primis Viagogo.

Sul Il Fatto Quotidiano, a proposito dell’inchiesta sul tema da parte de Le Iene, si legge: “Non si tratta di qualche biglietto ma di numeri considerevoli: nelle fatture mostrate da Viviani sono centinaia e centinaia i biglietti fatturati da LiveNation a uno dei più importanti siti di secondary ticketing online. A questo punto la società di secondary ticketing rivende i biglietti al consumatore con un prezzo ricaricato e guadagna una certa cifra. Il 90% della cifra così guadagnata dalla società di ‘bagarinaggio’ a chi va? All’organizzatore di eventi cioè, in questo caso, torna a LiveNation. Ovvero al punto di partenza. Il 90%, fatture alla mano”.

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