Stop al Qe, la Bce punterà sull’OMT per aiutare l’Italia

Si tratta delle cosiddette Outright Monetary Transactions. Ma è l'anticamera del commissariamento

La Bce, che acquista titoli sul mercato secondario nell’ambito del Qe, è stata finora fondamentale nella difesa dell’Eurozona, fin dal famoso ‘Whatever it takes’ pronunciato a suo tempo da Mario Draghi.

Prima dell’intervento di Draghi, i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni viaggiavano ancora tra il 5 e il 6% mentre sulla scadenza a due anni il Tesoro si rifinanziava al 4 per cento. Nei successivi tre anni i tassi crollarono verticalmente arrivando a toccare i minimi storici. Lo spread, che allora viaggiava oltre i 500 punti, scese sotto quota 100 nel 2015. La spesa per interessi passò dal 5,2 al 4% del Pil garantendo un risparmio sul servizio al debito di circa 17 miliardi in cinque anni. La politica monetaria della Bce fu essenziale per riattivare il canale del credito all’economia reale e riattivare la macchina dell’economia.

L’incertezza politica italiana ha ora ha alimentato una grave crisi di fiducia sui mercati che ha spinto gli investitori esteri ridurre la loro esposizione in BTp per ben 68 miliardi di euro da maggio in poi. Sul futuro resta l’incognita su chi rifinanzierà il nostro debito pubblico nel 2019. Il contributo Bce è destinato a ridursi. Dall’anno prossimo infatti il Qe finisce e la banca centrale potrà solo reinvestire i titoli alla loro naturale scadenza (si stimano 30 miliardi sull’Italia nel 2019). La Bce potrebbe riattivare il Qe o rinunciare al rialzo dei tassi, previsto già per il 2019, solo nel caso in cui l’inflazione dovesse più bassa del previsto.

Lo strumento delle OMT
Uno strumento che potrebbe fare effettivamente la differenza nella gestione del rischio Italia, finora mai stato utilizzato, è quello delle cosiddette Outright Monetary Transactions. Una sigla che definisce lo strumento che permette alla Bce di acquistare quantità potenzialmente illimitate di titoli di Stato a fronte di una specifica richiesta di un Paese membro a condizione che questo si impegni a rispettare una serie di condizioni in tema di disciplina di bilancio. In altre parole, la garanzia di ultima istanza della Bce non è un automatismo, ma vengono coinvolte alcune variabili politiche che sono l’anticamera del commissariamento.

Banche
In tutto ciò, uno strumento assai più versatile per aiutare le banche nuovamente colpite dalla svalutazione dei titoli pubblici in portafoglio, sarebbe rappresentata da una nuova emissione di liquidità a costo agevolato, la Tltro (targeted longer term refinancing operation). “Ci aspettiamo che la Bce lancerà nuove manovre Tltro nei prossimi mesi”, ha affermato Lionel Melin, senior cross-asset strategist di Lyxor AM, “un’estensione di queste linee di liquidità (con condizioni più stringenti che potrebbero allinearsi automaticamente con i tassi ufficiali della Bce) sembra difficile da evitare”.
Per le banche italiane, infatti, il rimborso delle precedenti porzioni di Tltro comporterebbero un rincaro nei costi di finanziamento (tramite nuove emissioni di bond bancari) che colpirebbe la redditività degli istituti in un momento ancora difficile.

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