Stop al contante, rimborsi per chi paga con bancomat e carta di credito

Allo studio del governo l'ipotesi cashback per chi paga con bancomat e carte di credito invece che con i contanti

La lotta all’uso del contante è tra le priorità del governo giallorosso, che sta pensando di introdurre incentivi destinati alle attività che si doteranno di Pos e altri terminali per i pagamenti con moneta elettronica. Ma non solo: sta studiando anche incentivi per chi effettua i pagamenti elettronici, preferendoli all’utilizzo del contante.

Gli strumenti di pagamento tracciabili, secondo gli intenti, consentirebbero di potenziare la lotta all’evasione fiscale (dell’IVA in particolare) e delle forme di pagamento ‘in nero’ poiché si andrebbe a semplificare il monitoraggio, da parte del fisco, dei flussi di denaro e l’emersione di operazioni sospette.

DEDUZIONI E DETRAZIONI PER CHI USA CARTA DI CREDITO – Si lavora, in prima battuta, su una riforma delle deduzioni e delle detrazioni fiscali per premiare gli utilizzatori dei pagamenti elettronici. Da un lato, il governo punta a introdurre agevolazioni fiscali puntuali nei confronti chi paga in modo tracciabile, ad esempio attraverso carta di credito o bonifico. Dall’altro, invece, si guarda alle spese attualmente detraibili: per continuare e vedersi riconosciuti bonus e sconti fiscali (per esempio per spese mediche, canoni di locazione, istruzione, ecc.), i cittadini potrebbero essere “costretti” ad effettuarle con metodo tracciabile o pagamento con moneta elettronica.

BANCOMAT CON CASHBACK – Chi usa il bancomat potrebbe addirittura beneficiare di un “cashback” sull’importo speso, ovvero un rimborso fiscale pari a una percentuale del pagamento effettuato con strumenti alternativi al contante. Si pensa di concederlo sia a negozianti che famiglie, iniziando eventualmente non su tutte le transazioni, bensì prima dai settori in cui è presente un alto tasso di evasione.

PROPOSTA CONFESERCENTI – La richiesta di mettere tutti intorno a un tavolo, per trovare insieme una soluzione che porti a dei risultati concreti, è già stata presentata da più parti. Confesercenti intanto suggerisce l’introduzione di un credito d’imposta del 2% sugli acquisti per chi usa carte di credito e bancomat. Costo dell’operazione, secondo la stessa associazione, circa 9 miliardi di euro, che comunque sarebbe coperto dalle maggiori entrate Iva e imposte sui redditi, nonché dall’emersione della base imponibile.

ESENZIONE COMMISSIONI – I commercianti dovrebbero invece ottenere l’esenzione dal pagamento delle commissioni per i micro-pagamenti, con un tetto che potrebbe essere fissato intorno ai 30 euro. In questo modo sarebbero comprese una quota consistente delle transazioni, considerando che l’importo medio dei pagamenti in contanti è di 13,57 euro.

ALTRE PROPOSTE – Oltre all’idea di riconoscere un credito d’imposta al consumatore che effettua gli acquisti con la moneta elettronica, Confcommercio suggerisce di legare il sistema di detrazioni e deduzioni, già in vigore, al pagamento con carte. Un ulteriore incentivo potrebbe essere la diffusione del bancomat senza costi di emissione per i cittadini di età superiore ai 65 anni, pari a circa un quarto della popolazione italiana.

Nel passato sono già stati fatti dei passi per diffondere l’utilizzo del bancomat. Ultimo tra tutti l’obbligo, introdotto nel 2016, per gli esercizi di dotarsi del pos che però, a causa della mancanza di sanzioni per chi non lo utilizza, non ha consentito di ottenere i risultati sperati. Proprio in questa direzione potrebbero andare alcune misure, per definire la cifra che dovranno pagare i commercianti che si rifiutano di accettare la monta elettronica.

In collaborazione con Adnkronos

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