Qual è lo stipendio medio di un docente della scuola primaria e dell’infanzia?

Il dramma dei maestri italiani, laureati come i colleghi delle scuole medie e superiori, ma con stipendi inferiori

Ampie vacanze a fronte di molte responsabilità, è così che in molti riassumono il lavoro di un insegnante. Rapportarsi a dei giovani studenti, di varie età, è però tutt’altro che semplice. Negli ultimi anni si è inoltre incrinato il rapporto con i genitori, con il preoccupante fioccare di episodi di violenza.

Quello dell’insegnante è un compito complesso e, analizzandolo nei dettagli, di certo non ben pagato. Un’amara verità italiana, che di anno in anno presenta numeri sempre peggiori. La situazione retributiva è spesso oggetti do sciopero e proteste, con l’Ocse che ha confermato un dato preoccupante, ovvero come la classe italiana sia quella che guadagna meno in Europa, ormai da anni.

Poco conta se durante il proprio percorso formativo si sia conseguita una laurea o meno. Per l’amministrazione pubblica la retribuzione non cambia. Per accedere a un qualsiasi concorso pubblico è oggi necessario essere laureati. È un requisito minimo, al pari di un diploma abilitante conseguito entro il 2001. Ciò però non serve a raggiungere uno step superiore in termini di guadagni.

Un insegnante della scuola primaria e dell’infanzia percepisce 1.610,35 euro lordi, per dodici mensilità. Si tratta della stessa retribuzione prevista per un insegnante diplomato, impegnato in un istituto di secondo grado. Analizzando le entrate annuali di un insegnante di scuola dell’infanzia, queste sono pari a 19.324,27 euro, al pari dei 20.973,22 euro di un docente di scuola media o un professore laureato di un istituto di secondo grado.

Un guadagno maggiore, seppur non di molto, a fronte di un minor quantitativo di ore lavorative. Nella scuola d’infanzia o primaria i docenti maturano 24 ore di servizio settimanali, a fronte delle 18 ore dei colleghi meglio pagati.

Una differenza di 6 ore settimanali, per un totale di circa 1.600 euro annuali di differenza tra i due stipendi. Nell’ambito di una situazione già difficile, i maestri devono ulteriormente soffrire di tale condizione. Una peso economico che si fa sentire oggi più di ieri, considerando come tali maestri debbano essere laureati, al pari dei colleghi, al fine di poter entrare in graduatoria. Seguire lo stesso percorso formativo, lavorare più ore e guadagnare meno. Una situazione di stallo che è ormai insostenibile.

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