Stati Generali, si riparte: dalle infrastrutture alla sostenibilità, il piano di Conte

Oggi è il giorno di Colao, Sindacati ed Enti locali con il Premier, per molti sempre più "one man show", che progetta la ripartenza in mezzo a mille insidie

Sono partiti lo scorso sabato gli Stati Generali dell’economia, voluti dal Presidente del Consiglio Conte con la mission – più facile sulla carta che in pratica – di accogliere idee e progetti per rimettere in piedi un Paese messo in ginocchio dal virus.

Dopo la breve pausa di ieri, si riparte oggi, lunedì 15 giugno: al Casino del Bel Respiro di Villa Doria Pamphilj è atteso Vittorio Colao con una delegazione del Comitato di esperti in materia economica e sociale che presenterà il piano messo a punto dalla task force di cui è alla guida. Poi toccherà a Sindacati ed Enti locali. 

CONTE “ONE MAN SHOW” – Giornate molto impegnative per il Governo e, in particolare, per il Premier che si gioca, anche a livello personale, il tutto per tutto. Tra critiche e rumors che lo vorrebbero in procinto di fondare su un partito tutto suo (da lui smentito) Conte cammina ormai da giorni su un filo e il rischio tonfo è dietro l’angolo (nei giorni scorsi è stato anche ascoltato per oltre 3 ore dal PM Rota sulle “mancate zone rosse”).

DIGITALE, INFRASTRUTTURE E SOSTENIBILITA’ MA NON SOLO – Ma lui tira dritto e disegna all’Italia del futuro. Digitale, infrastrutture, sostenibilità, competitività, sostegno alle filiere produttive, ma anche ricerca, inclusività, una PA più moderna, una giustizia al passo con i tempi: nove i capitoli di ”Progettiamo il rilancio”, piano proposto dal premier Giuseppe Conte nel corso degli Stati generali. “Non vogliamo ripristinare lo status quo, ma migliorare il Paese”, ha ribadito nel corso della prima giornata di lavoro degli Stati generali dell’economia insieme ai ministri dell’Economia Roberto Gualtieri e dell’Innovazione Paola Pisano.

LA PARTITA CON L’EUROPA – C’è poi la delicatissima partita con l’Europa sul Recovery Fund. Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha avvertito che non bisogna “sottovalutare la difficoltà dei negoziati” e “c’è ancora strada da fare” poiché persistono “divergenze significative” su vari punti chiave della trattativa. Poi ha fatto cenno al concetto di solidarietà ed ha auspicato che ciascun Paese porti avanti un processo di riforme. “Rafforzare l’Italia significa rafforzare anche l’Europa”, ha concluso.

Conte sa bene che la strada è tutta in salita. “Se riuscirò a portare a casa il Recovery fund che prevede ingenti risorse, sarà una vittoria”, ha sottolineato nel corso degli Stati Generali facendo appello alle opposizioni affinché “diano una mano con i Paesi Visegrad nell’interesse nazionale”.

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