Stadi, riparte la stagione dei “cantieri” della Serie A

Un emendamento nel dl Semplificazioni darà nuovo impulso a riqualificazioni e nuove opere

Riparte la grande stagione dei “cantieri” della Serie A. Mentre Matteo Renzi e Matteo Salvini fanno a gara per prendersi il merito rivendicandone la paternità, in seguito all’approvazione in commissione di due emendamenti fotocopia in materia – il 55.0.12 renziano giunto alla terza versione ed il 10.159 (2/o testo) dei senatori leghisti – lo “Sblocca stadi”, introdotto nel Dl Semplificazioni, si avvia al voto in Senato.

La norma, dopo la conversione definitiva alla Camera, consentirà di agevolare la ristrutturazione e l’ammodernamento degli impianti sportivi, in deroga ad alcune prescrizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio e alle dichiarazioni d’interesse culturale. Un meccanismo che consentirebbe di superare i vincoli imposti dalle Soprintendenze.

Tra i progetti che potrebbero subire un’accelerazione vi è il rinnovamento del Gewiss stadium dell’Atalanta, il Ferraris di Genova, casa di Genoa e Sampdoria, il Tardini di Parma, il Mapei Stadium di proprietà del Sassuolo e infine il Mazza di Ferrara. Vi sono poi, altri 5 progetti che prevedono la costruzione di nuovi stadi con iter già avviati a Milano (con il nuovo San Siro che ospiterà i match di Inter e Milan), Verona, Bologna, Roma (dove la maggioranza ha finalmente dato il proprio nulla osta al progetto per la costruzione dell’impianto di Tor di Valle), Lecce, Cagliari e Firenze.

Qest’ultimo progetto è al centro dell’interesse di Renzi per la questione. Con l’approvazione della norma si aprirebbe, infatti, per lo stadio Franchi, una delle realizzazioni più celebri dell’architettura razionalista italiana, progettato da Pier Luigi Nervi e inaugurato nel 1931, la possibilità di un intervento di ammodernamento come desiderato dal patron della Fiorentina Rocco Commisso, rifacendo totalmente le curve e creando nuovi spazi commerciali.

Gli investimenti per la costruzione di un nuovo impianto – secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore – vanno dai 100 mln al miliardo di euro.

Contrario alla norma rimane, tuttavia, il Movimento cinque stelle. “Così non si tutela il valore dello sport – lamenta la senatrice pentastellata Laura Bottici – ma si dà il via libera agli interessi commerciali di chi usa il calcio solo come un pretesto per fare affari”.

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