Spread oltre quota 320: “A rischio prestiti e mutui”

L’Abi, Associazione bancaria italiana, ha lanciato l’allarme sulle conseguenze di uno spread così alto

Torna a salire lo spread tra Btp e Bund: lunedì 19 novembre il differenziale tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e gli omologhi tedeschi ha chiuso a 322 punti base, in netto rialzo rispetto ai 312 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,59%.

Le banche stanno continuando a sostenere l’economia ma se lo spread, alimentato dalle voci di uscita dell’euro e dallo scontro con la Ue, dovesse restare sui 300 punti o peggio aumentare – come è accaduto lunedì con chiusuraa 322 punti base – gli effetti non tarderanno a farsi sentire anche sul comparto bancario e, in ultima analisi, su tutta la crescita del paese.

L’Abi lo aveva già sottolineato nelle scorse settimane ma ora che il 2018 sta volgendo alla fine e i toni con Bruxelles del governo non accennano a placarsi, l’associazione bancaria mette nero su bianco una serie di effetti dal perdurare del differenziale con il Bund: dall’erosione del capitale delle banche, all’aumento dei tassi sui prestiti oltre che a una loro riduzione in quantità. Finendo, in ultima analisi, in minori investimenti, diminuzione del risparmio, aumento del costo del debito, provocando così un impatto negativo sul Pil già in rallentamento.

Non giovano inoltre i dati della Banca d’Italia sugli investimenti dei gestori esteri: a settembre, che pure era iniziato con un recupero dei mercati, le vendite dei non residenti di Btp sono state di 1,5 miliardi. Meno dei 17,8 di agosto ma pur sempre in passivo. Sui mercati prosegue così una visione di sfiducia degli operatori e una forte volatilità, come si è visto nei giorni scorsi.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Spread oltre quota 320: “A rischio prestiti e mutui”