Caro spread, i mutui già sottoscritti non si toccano

La banca può unilateralmente aumentare i tassi solo ai contratti a tempo indeterminato

Nonostante il costo del denaro sia vicino ai minimi storici con il tassi di riferimento della Bce all’1%, i prestiti e i mutui sono sempre più onerosi, oppressi dalle spread bancario, cioè il guadagno dell’istituto.
Questo non dovrebbe interessare mutui sottoscritti in passato, anche se sembra che alcune banche abbiano mandato lettere ai propri clienti, avvertendo che lo spread sarà unilateralmente modificato, in aumento.
L’operazione non è lecita. E lo dice l’art. 118 del Testo unico bancario.

I mutui sottoscritti almeno fino all’estate 2011 – sia in forma variabile sia fissa – erano caratterizzati da spread decisamente più bassi rispetto all’attuale. A settembre la media per un variabile era attorno all’1,50% oggi si aggira sul 4. Cinque anni fa non era inusuale contrattare tassi inferiori all’1%. Dati che possono fare capire i motivi degli appetiti bancari.

Ma l’articolo 118 è chiaro. La modifica unilaterale delle condizioni di contratti si può applicare solo ai contratti a tempo indeterminato (come il conto corrente) e solo a condizione che il cliente abbia approvato una specifica clausola e che ci siano comunque giustificati motivi della banca. Lo stesso articolo 118 prevede peraltro, va detto, la sua applicabilità anche ad altri contratti di “durata”, ma non a clausole che abbiano ad oggetto i tassi di interesse. Dunque anche in questo caso è salvo lo spread.

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Caro spread, i mutui già sottoscritti non si toccano