Spiagge, un tesoro di sabbia. Ma al demanio solo qualche granello

Paradossi italiani: 1 metro di spiaggia può fruttare allo Stato 1,30 euro all'anno, mentre una giornata ai bagni per 1 persona ne costa in media 30

A creare inquietudine lungo i litorali italiani non è solo il clima incerto, che tiene lontani gli abituali cieli estivi e con essi anche turisti e bagnanti.
I gestori balneari sono sul piede di guerra contro la direttiva europea (Direttiva Bolkstein) che impedirebbe loro il rinnovo automatico delle concessioni, favorendo un’apertura verso la libera concorrenza.  E lamentano un aumento della tassazione che metterebbe in difficoltà i bilanci degli stabilimenti: imposte regionali, Tari (la tassa sui rifiuti), commissioni tributarie, tassazioni di carattere commerciale.
Intanto i costi dei servizi in spiaggia si mantengono pressoché invariati, con un aumento medio dello 0,8% rispetto al 2013, secondo un rilevamento Adoc, ma non in tutte le Regioni italiane: i listini sono fermi in Toscana, Liguria, Lazio, Sicilia e Campania, mentre nelle altre Regioni costiere l’aumento più elevato, pari al 2,7%, si registra in Sardegna. I prezzi fanno riferimento a una spesa media per persona che considera un ingresso, un ombrellone, una sdraio e un lettino, e variano dai 24 euro della Campania ai 37 euro della Liguria. In media, la spesa a persona è di circa 30 euro.
Un prezzo comunque ‘salato’, che alimenta business importante, se si considera che circa il 30% dei nostri litorali da bagno (l’Italia con circa 4000 chilometri di costa balneabile è uno dei paesi più felicemente ‘dotati’ in materia di spiagge) fa capo a uno stabilimento.
Con una simile dote i proventi che derivano da quel "tesoretto" di sabbia dovrebbero generare un considerevole indotto anche per  il Demanio.

Invece, nelle casse dello Stato entrano solo pochi granelli… E quest’anno ai canoni delle concessioni verrà applicato addirittura uno sconto dello 0,5% rispetto al 2013. E’ quanto stabilisce un decreto del minstero dei Trasporti, in base al quale, la spesa per i gestori varierà da 1.30 a 5.78 euro al metro quadrato all’anno a seconda della tipologia di occupazione del suolo pubblico.
Un valore della costa che cinque anni fa oscillava dai 7 euro al metro all’anno per la Sardegna, che vanta ben 848 chilometri di costa balneabile, ai 116 euro dell’Emilia Romagna, che sfiora i cento chilometri di spiagge, mentre la quota media nazionale riscossa supera di poco di poco i 24 euro (i dati, riferiti al 2009, provengono dall’agenzia del demanio e dal ministero della Salute, elaborati dalla Corte dei Conti).  

LA BATTIGIA E’ PER TUTTI E L’ACCESSO E’ GARANTITO
Detto ciò, vale la pena ricordare che arrivare al mare senza pagare il biglietto è un sacrosanto diritto di ogni persona e che come vuole la legge: «E’ fatto obbligo per il titolare delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione…».
Le strutture dei privati devono fermarsi a 5 metri dal limitare delle onde, questa fascia deve restare "libera" e gli stabilimenti non possono vietare il transito o far pagare un biglietto per raggiungerla. Fin qui la regola generale. Poi però ci sono i le ordinanze comunali e delle Capitanerie di porto. E qui le cose cambiano. Perché non tutte le spiagge sono uguali e soprattutto non tutti interpretano la legge allo stesso modo.
In sostanza nei famosi 5 metri demaniali si può fare anche altro oltre che transitare, ma cosa? La legge non lo dice espressamente. E ogni località ci mette del suo…

Spiagge, un tesoro di sabbia. Ma al demanio solo qualche granello
Spiagge, un tesoro di sabbia. Ma al demanio solo qualche granello