Spiagge, prorogate al 2033 le concessioni balneari

Ok alla proroga fino al 2033 delle concessioni demaniali, che varrà solo per chi le esercita nelle spiagge, come previsto dalla legge di Bilancio 2019

Sì alla proroga fino al 2033 delle concessioni demaniali, che varrà solo per chi le esercita nelle spiagge, come previsto dalla legge di Bilancio 2019.

La commissione Bilancio della Camera ha approvato infatti un emendamento dei relatori al dl Rilancio, che stoppa la proroga al 2033 delle concessioni demaniali per chi svolge queste attività in prossimità di laghi o fiumi.

La modifica, ricorda la scheda di sintesi al provvedimento dei tecnici della Camera, congela “i procedimenti amministrativi per la devoluzione delle opere non amovibili, per il rilascio o l’assegnazione, con pubblica evidenza, delle aree oggetto di concessione demaniale marittima salvo il caso di revoca della concessione oppure della decadenza del titolo per fatto e colpa del concessionario diverso dal mancato pagamento dei canoni”. E ancora “estende anche alle concessione del demanio fluviale e lacuale il termine di durata di quindici anni delle concessioni demaniali. Allo stesso modo sono prorogate le concessioni per la realizzazione e la gestione, a cura di società sportive, di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti di ormeggio”.

Sostanzialmente, nella sua versione originale, il decreto intendeva estendere la proroga per 15 anni, già prevista dalla legge di Bilancio per chi ha concessioni demaniali marittime anche a chi, appunto, esercita tale attività in contesti ‘lacuali e fluviali’. La Ragioneria dello Stato però, nella lettera inviata alla commissione, ha espresso una “fortissima perplessità” in merito, ricordando come la Commissione Europea abbia già dato il via ad una procedura di pre-infrazione riguardo a quanto già previsto dalla legge di Bilancio 2019 sugli stabilimenti balneari.

I tecnici dello Stato, inoltre, hanno rilevato come un altro comma dell’emendamento, avrebbe consentito di continuare a utilizzare i beni del demanio marittimo anche da parte di concessionari non in regola con il pagamento del canone. Da qui il nuovo emendamento dei relatori che affossa l’estensione del rinnovo alle attività su fiumi e laghi; la sanatoria che prevedeva la sospensione per tutto il 2020 dei contenziosi riguardanti i beni demaniali marittimi e infine l’adeguamento dei canoni per le concessioni marittime, prevista in precedenza nel decreto legge.

In collaborazione con Adnkronos

 

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