Germania in recessione, UE pronta a dire addio all’austerity. E l’Italia ringrazia 

Dopo anni di rigore  la Commissione Europea targata von der Leyen  sarebbe pronta ad ammorbidire le severe regole di Bilancio   

Sono in tanti a chiedersi quali saranno le prime mosse che inaugureranno ufficialmente l’era von der Leyen alla Commissione Europea. Appena pochi giorni fa, il quotidiano londinese  Financial Times aveva lanciato una indiscrezione “bomba” stando alla quale la nuova Commissione europea – dopo anni di rigore, vero sparucchio per i governo meno virtuosi con l’Italia che ne sa più di qualcosa- sarebbe pronta ad ammorbidire le severe regole di Bilancio che preoccupano non poco gli Stati membri dell’Unione Europea, fissando obiettivi meno rigidi per i Paesi e definendo norme più semplici da realizzare.

Per il quotidiano londinese – che ha citato un documento di riflessione interno che riconosce la necessità di una “sostanziale semplificazione” delle regole e parla di un “Patto di stabilità e crescita 2.1” – la proposta per riformare il Patto potrebbe addirittura arrivare nei primi 12 mesi del mandato. Cambio di rotta in vista?

Dalla portavoce della Commissione europea  – che ha definito il documento “solo brainstorming tecnico” con la precisazione che” Von der Leyen non ha approvato il testo” – è arrivata subito una parziale smentita.

Eppure sembra proprio che qualcosa si muova. Ma procediamo per ordine. Se è vero che tre indizi fanno una prova, ne abbiamo almeno due: la guerra dei dazi e il rallentamento ormai evidente dell’economia tedesca (la produzione industriale in Germania è scesa a luglio dello 0,6% rispetto a giugno e del 4,2 rispetto all’anno prima). Per non parlare dell’incognita Brexit, altra bomba a orologeria.

La sensazione – neanche troppo velata –  è che i tempi siano maturi per una svolta epocale nel funzionamento dell’Unione europea. Ed è ecco che l’indiscrezione lanciata dal Financial Times somiglia sempre meno a una suggestione e sempre più a una ipotesi concreta per semplificare le regole di bilancio della zona euro e allentare i vincoli di bilancio. Tradotto: obiettivi economici più semplici da raggiungere per gli Stati per fronteggiare la recessione in vista. 

Ed è proprio in un contesto generale di rallentamento globale che l’Italia potrebbe trarne indirettamente vantaggio col il nuovo esecutivo targato Pd-M5s pronto ad approfittare della congiuntura  – per una volta – favorevole. 

Poche ore fa, è arrivato anche l’assist del Presidente della Repubblica Mattarella. Rivedere il Patto di stabilità per entrare “in una nuova fase”, rilanciare “investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione, ricerca”. Parole quelle pronunciate dal Capo dello Stato in occasione del forum annuale di Villa d’Este, a Cernobbio che spostano inevitabilmente l’ago della bilancia nei giorni in cui nasce il nuovo governo, e mentre prende corpo la nuova Commissione europea. Accompagnate dal sostegno esplicito del ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire: “la sua proposta è molto vicina alla mia”.  

“Persino un orologio rotto, segna l’ora giusta due volte al giorno”: recita un noto aforisma. Insomma, non è  fantascienza pensare che “l’orologio Italia”, quasi sempre fuoritempo, stavolta potrebbe centrare l’ora giusta.

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