Spesa: al supermercato non si risparmia più, vincono negozi e mercati rionali

Su un carrello della spesa di 42 prodotti tra i più diffusi al supermercato si può spendere fino al 4% in più. Nei mercati rionali la filiera corta batte tutti

Prendere l’auto e magari farsi chilometri per riempire il carrello della spesa non conviene più. Meglio il negozio sotto casa o il mercato rionale: si guadagna tempo e soprattutto non si spende di più.

E’ l’inaspettato risultato di un’indagine sulla spesa degli italiani. Su un campione di prodotti più acquistati in tre canali di vendita – negozio al dettaglio, grande distribuzione e mercato rionale – il supermercato perde la palma della convenienza: i prezzi non risultano più bassi rispetto ai piccoli esercenti e spesso più alti dei mercati di quartiere. Merito anche della filiera corta che si sta diffondendo sempre più.

Con la grande distribuzione
si paga fino al 4% in più

La rilevazione è stata compiuta a gennaio dal Movimento Difesa del Cittadino e del Codacons nell’ambito del progetto Famiglie&Consumi, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Si è svolta nei principali capoluoghi su un campione di 42 prodotti alimentari tra i più acquistati che corrispondono a una simulazione di spesa di scorta mensile per famiglia.

Si riscontra che fare la spesa presso il supermercato o il negozio sotto casa non comporta grandi differenze di prezzo. In alcuni casi, addirittura, la spesa nella grande distribuzione costa il 4% in più rispetto al dettagliante.

La filiera corta abbatte il ricarico a un quarto

Il vero tempio del risparmio  sono i mercati rionali dove per molti prodotti si registrano notevoli differenze al ribasso che arrivano fino al 20%. Forse merito della filiera corta, visto che in questi mercati spesso sono presenti i produttori diretti. Nel 2007 l’Antitrust aveva rilevato che sulla struttura della produzione e della distribuzione ortofrutticola italiana il ricarico medio sul prezzo finale era del 200%, ottenuto come media tra:
• il 77% di ricarico medio nel caso di acquisto a filiera cortissima (diretto dal produttore al dettagliante) e
• il 300% o quasi nel caso di filiera lunga (3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale).

Nei mercati rionali però l’offerta è meno ampia e in alcune città questo canale di vendita è del tutto assente.

Torino e Perugia le più città care

Venendo alla valutazione territoriale, l’area più cara risulta essere il Centro dove il totale medio della spesa raggiunge i 269 euro. Qui la città più cara è Perugia con un picco di 340 euro nella grande distribuzione. Al Sud la spesa media costa invece 222 euro del Sud e le Isole, quasi il 18% in meno. Al Nord la spesa media è invece di 232 euro, con Torino che risulta essere la città più cara dell’area per chi fa la spesa al supermercato con 361 euro.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Spesa: al supermercato non si risparmia più, vincono negozi e mercati...