Arriva Simoitel, la banca dati di chi non paga le bollette

Da lunedì le compagnie telefoniche faranno partire i solleciti per i pagamenti. I clienti insolventi verranno registrati in una banca dati comune.

La prossima settimana partirà il sistema Si.Mo.I.Tel (Sistema informativo sulle morosità internazionali nel settore della telefonia), un registro contenente tutti i dati dei clienti insolventi, pensato per tutelare le compagnie telefoniche dai mancati pagamenti, sempre più frequenti.

Molti clienti, infatti, negli ultimi anni hanno approfittato della facilità con cui è possibile cambiare gestore, per non pagare il canone stabilito.

Proprio sul sito di TIM si legge, infatti, come lo scopo di questo sistema sia contrastare le notevoli perdite economiche che gli operatori subiscono da anni, in particolare in relazione al fenomeno del cosiddetto “turismo telefonico”. Questa pratica indica tutti i pagamenti, spesso rateizzati, che rimangono insoluti dopo l’acquisto di prodotti di valore economico significativo (ad esempio smartphone o tablet) grazie al cambio di gestore.

Con la guerra dei prezzi a cui si sta assistendo ultimamente e gli investimenti necessari per il 5G, le compagnie sono intenzionate ad aumentare l’attenzione nei confronti dei clienti debitori.

Le compagnie aderenti, oltre a TIM anche Vodafone Italia, Wind Tre, Fastweb, Tiscali Italia e BT Italia,inizieranno ad inviare raccomandate e avvisi di pagamento a tutti i clienti morosi, che avranno 30 giorni di tempo per risanare la loro situazione, oppure i loro dati verranno inseriti in questo database comune.

La struttura informatica verrà gestita dal CRIF (Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria), una banca dati d’informazioni creditizie, in accordo con gli Uffici del Garante per la Privacy che ha risposto con un provvedimento ad hoc nel 2015 alle richieste dell’industria telefonica.

Le compagnie fanno sapere che le caratteristiche che andranno ad indicare i “cattivi pagatori” saranno molto rigide, in particolare dovrà esserci un distacco dal servizio con recesso di non meno di tre mesi, un importo di almeno 150 euro dovuto, la presenza di fatture non pagate nei primi sei mesi successivi alla stipula del contratto e l’assenza di contestazioni.

Tutte queste contingenze servono per dimostrare l’espressa volontà di truffa dei clienti, che andranno incontro a diverse penalizzazioni. Le compagnie potranno rifiutarsi di attivare nuove linee fisse o mobili, lasciando come alternativa solamente le prepagate.

I dati verranno conservati nel SI.Mo.I.Tel. per 36 mesi, dopodiché verranno cancellati automaticamente. In  caso di pagamento o di accordo tra il cliente e l’operatore, il nome dell’utente moroso verrà rimosso dalla lista immediatamente.

In questo modo le compagnie si vogliono tutelare dal rischio di clienti morosi e salvaguardare l’operato di quelli onesti.

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