Siluro Renzi a Berlusconi: tornano falso in bilancio e tassa frequenze?

Con la fine del patto del Nazareno, il Prermier agita due spauracchi all'ex Cavaliere

La maggioranza di governo ha raggiunto un accordo sul testo contenente le norme di contrasto alla corruzione all’esame del Senato. Lo hanno annunciato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando e il viceministro Enrico Costa al termine di un vertice tenutosi al ministero, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti di Ncd e Scelta Civica. Tra i punti dell’intesa, l’estensione dell’area di punibilità del falso in bilancio.

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Nell’incontro si è deciso di "contenere l’area di non punibilità, mantenendo il principio di tener conto della dimensione delle imprese e della rilevanza del fatto", ha detto Orlando in proposito. "Inoltre – ha continuato Orlando –  il reato sarà sempre perseguibile d’ufficio", mentre in una prima impostazione del testo si prevedeva la sola procedibilità a querela per le società non quotate. C’è l’accordo, dunque, ma al momento nessun testo scritto. Circostanza che fa pensare, insieme alla tempistica sospetta, più ad un "avvertimento" a Berlusconi e a Forza Italia perchè restino al tavolo delle riforme che ad una iniziativa vera e propria. Anche perchè il ddl anticorruzione, fino a giovedì, languiva da due anni fra i due rami del Parlamento. (Continua sotto)

LE FREQUENZE TV – Anche perchè l’annuncio di Orlando fa il paio con la riformulazione da parte dell’esecutivo di un emendamento al decreto Milleproroghe, con l’effetto di chiedere il pagamento di 50 milioni di euro a Rai e Mediaset da distribuire agli altri operatori.

BERLUSCONI FURIOSO – Il governo, tramite il sottosegretario Giacomelli, nega qualunque nesso fra l’iniziativa governativa e la rottura del Nazareno ("L’emendamento riporta alla piena titolarità del governo la riforma delle norme relative al canone frequenze già annunciato da agosto 2014"), ma secondo la ricostruzione di Libero Quotidiano, vicino agli ambienti berlusconiani, l’ex Cavaliere si sarebbe lasciato sfuggire un rabbioso "Ma tu guarda che tempismo!". Ma dinanzi agli scenari evocati sopra, potrà davvero far saltare il banco?

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