Sigarette elettroniche, il governo prepara l’emendamento che introduce l’accisa sulle e-sig

Crolla il gettito delle accise sul tabacco e il governo pensa a un piano 'b': un emendamento al decreto sui debiti della P.a. potrebbe estendere l'accisa ai prodotti contententi nicotina o sostitutivi del tabacco

Lo Stato ha visto andare in fumo oltre 200 milioni di euro di gettito in tre mesi, tra dicembre e febbraio, a causa del mancato incasso di imposte sui tabacchi, la famigerate accise, pari ad un calo del 7,6%. L’ammanco in cassa potrebbe sembrare solo uno degli effetti scontati della crisi: meno soldi, si fuma meno oppure si fuma di contrabbando. Ma non è solo questo: secondo le stime, almeno il 40% di questi 200 milioni sarebbe imputabile al successo delle sigarette elettroniche.

Una buona notizia per la salute degli italiani. Ma intanto il governo, stretto dalla necessità di trovare le coperture necessarie per sospendere l’Imu, salvare la cassa integrazione e rimandare l’aumento dell’Iva, sta correndo ai ripari. E’ previsto infatti un emendamento dei relatori del decreto che sblocca i debiti della Pubblica Amministrazione che vuole introdurre un’accisa sui “prodotti contenenti nicotina o sostanze sostitutive del consumo di tabacco“, intervenendo su un settore che si sta sviluppando a macchia d’olio.

Una crescita vertiginosa. Circa un anno fa, un sondaggio della Commissione Europea rilevava che il 5 per cento degli italiani aveva provato la sigaretta elettronica, ma pochi mesi dopo la Doxa portava la stima al 7,3 per cento. E oggi sono certamente molti di più. Non solo: secondo la Oakplus, principale importatore europeo, nel 2012 il giro d’affari del settore in Italia è stato di 80 milioni di euro.
Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti: i negozi specializzati nel fumo elettronico spuntano come funghi nelle città e solo negli ultimi mesi sono passati da poco più di 400 a oltre 1500, in una corsa che non dà segni di cedimento.

Il boom degli ‘svapatori’ è stato così fulmineo che ha colto impreparato non solo il Fisco, ma anche anche il Ministero della Salute. L’Istituto Superiore di Sanità si è espresso solo lo scorso dicembre, bocciando le e-cig contenenti nicotina: “presentano potenziali livelli di assunzione di nicotina per i quali non si possono escludere effetti dannosi per la salute umana, in particolare per i consumatori in giovane età”.
E dal 23 aprile 2013 è scattata l’ordinanza del ministro della Salute sui limiti di età per la vendita delle sigarette elettroniche: l’acquisto di e-cig è vietato ai minori di 18 anni. Per quanto riguarda il fumo su trasporti e luoghi pubblici non esiste ancora un regolamento nazionale: l’iniziativa viene lasciata alle amministrazioni locali, ai vettori dei mezzi di trasporto, a chi gestisce esercizi pubblici, anche se prevale la tendenza che equipara la sigaretta elettronica a quelle tradizionali.

Mentre le istituzioni stanno prendendo misure per circoscrivere l’esposizione al vaping passivo, anche i consumatori si organizzano e danno vita all’Associazione Vapers Italiani (http://asso.vapers.it), un gruppo indipendente, no-profit, nato per proteggere i diritti dei vapers, fornire informazioni corrette, relazionarsi con produttori, venditori e istituzioni.

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