Siae, Fedez contro Franceschini sui diritti d’autore: “C’è conflitto di interessi”

Il rapper ha attaccato duramente il Ministro dei Beni Culturali accusandolo di essere coinvolto in un conflitto di interessi, perché la moglie gestisce gli immobili della Siae

Fedez ha attaccato il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini accusandolo di conflitto d’interessi sui diritti d’autore e in particolare sul confronto Siae-Soundreef. Lo ha fatto durante la conferenza Compose the future organizzata da Luiss Enlabs organizzata da Soundreef, il gestore indipendente dei diritti d’autore a cui il rapper è passato da gennaio.

“Andate a vedere che lavoro fa la moglie di Franceschini” ha detto Fedez che, come riporta l’Ansa, sostiene che “è palesemente colluso, colluso forse è troppo, è in conflitto d’interessi con i temi che deve affrontare tra Soundreef e Siae perché sua moglie gestisce gli immobili di Siae. Non è che lo dico io è un fatto oggettivo, perché se tua moglie gestisce gli immobili e il patrimonio di Siae, è lecito parlare di conflitto di interesse e se l’Europa ti dà una direttiva e tu non la rispetti, ci sono delle domande da porsi ed è legittimo porsele”.

Per il rapper, intervenuto alla conferenza sul tema “L’economia reale corre ma la politica non coglie i venti di cambiamento”, si vive un vero e proprio monopolio: “Il regime monopolista non è cambiato. Siae detiene ancora il monopolio, il mercato non si è aperto, i concorrenti non possono arrivare e tutti sappiamo che quando si apre il mercato alla concorrenza, chi trae beneficio da queste cose è il fruitore finale, in questo caso gli artisti. In questo caso si sta cercando di agevolare un monopolio e non gli artisti”.

Subito la replica dell’onorevole Francesco Boccia (Pd), presente alla conferenza: “Io l’ho visto all’opera su Secondary ticketing e penso che sia stato, in questo quadriennio, un eccellente ministro dei Beni Culturali. Voi avete aperto il dibattito sul diritto d’autore, io vorrei aprirlo su tutta la catena del valore perché se lo apriamo su tutta la catena del valore, forse consentiamo al nostro Paese di fare un salto di qualità”.

Ma il rapper insiste e attacca ancora la Siae: “Parliamo di un monopolio che esiste dai tempi di Verdi, da 130 anni, e che ad oggi non cambia. Uno può discutere su tante cose ma quello che rimane è che l’Europa ha chiesto di togliere il monopolio e la politica non ha tolto il monopolio”.

Del dibattito ha parlato anche uno dei diretti interessati, Davide D’Atri, amministratore delegato di Soundreef (che oggi conta 25.000 autori a livello mondiale, di cui 8.000 italiani): “Il monopolio esiste ancora ed è più aggressivo di prima. Ci saranno autori americani molto importanti e almeno un altro paio di colpi italiani prima della fine dell’anno”.

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