SIA, un sostegno contro la povertà che in pochi conoscono

Cosa succederà, con l’introduzione del reddito di inclusione, ai beneficiari del SIA? Ecco le nuove regole per ottenere il medesimo beneficio.

In Italia, tra le varie misure a sostegno delle fasce più povere della popolazione, ce n’è una che non tutti conoscono: è il SIA (dove SIA sta per Sostegno per l’Inclusione Attiva), ed è un beneficio economico pensato per le famiglie in condizioni di povertà all’interno delle quali almeno un componente sia minorenne, disabile o in stato di gravidanza. Per ottenerlo, la famiglia del richiedente deve aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, costruito dopo un’attenta analisi delle sue problematiche e dei suoi bisogni: si tratta quindi di un patto tra quella famiglia e i servizi (centri per l’impiego, servizi sanitari, scuole, Comuni, soggetti del terzo settore), che si assumono entrambi responsabilità e impegni, dalla ricerca attiva di un lavoro alla frequenza scolastica.

Inizialmente attivo solo nelle maggiori città italiane, nel corso del 2016 è stato esteso a tutto il territorio. E, a partire dal 1 gennaio 2018, è stato sostituito dal reddito di inclusione: non si può quindi più presentare domanda per avere il SIA ma, coloro ai quali il beneficio è stato riconosciuto nel 2017, continueranno a percepirlo secondo le modalità previste. E, a partire dalla stessa data, saranno abilitati ai prelievi di contante entro il limite di 240 euro al mese. Dunque, di fatto, il SIA potrà essere trasformato in REI per chi soddisfa i requisiti necessari per accedere alla nuova misura. Ma solo per la durata del SIA (e quindi per 12 mesi) il cittadino avrà diritto al beneficio maggiore; passando al REI, la durata massima di quest’ultimo – che è di 18 mesi – sarà ridotta del numero dei mesi per i quali si è percepito il SIA. Se non si vuole invece passare direttamente al REI, si può lasciar scadere il SIA e – una volta terminato il suo periodo di erogazione – fare domanda per il reddito di inclusione; in questo caso, avendo usufruito del SIA per intero, il REI avrà una durata massima di 6 mesi, così da raggiungere i 18 mesi di copertura totali tra una misura e l’altra. Non cambiano i requisiti per l’accesso: sia quelli famigliari (a cui si aggiunge, tra le ipotesi, la presenza in famiglia di una persona di età pari o superiore ai 55 anni in stato di disoccupazione) che il dover essere un cittadino dell’UE (o con un famigliare titolare di permesso di soggiorno) residente in Italia in via continuativa da almeno due anni. L’ISEE dovrà invece essere inferiore ai 6000 euro, l’ISRE ai 3000, il valore patrimoniale immobiliare (diverso dalla propria abitazione) ai 20.000 e il valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore ai 10.000 euro (8.000 per una coppia, 6.000 per una persona sola).

 

 

 

 

SIA, un sostegno contro la povertà che in pochi conoscono