Si vota la legge sulle demolizioni: “Rischio abusivismo legalizzato”

Un appello di Verdi, urbanisti ed ex magistrati contro il Decreto Falanga

Il decreto Falanga, dal nome del Deputato verdiniano che ne è primo firmatario, prevede diverse novità per quanto concerne la legge sulle demolizioni delle costruzioni abusive.

Ad oggi la maggior parte delle demolizioni è affidata alla magistratura, che interviene quando i sindaci non ottemperano. Secondo il decreto, con la nuova normativa verrà invece stilata una classifica sulle priorità. Nel testo risultano posizionati all’ultimo posto delle priorità “gli immobili abitati la cui titolarità è riconducibile a soggetti appartenenti a nuclei familiari che non dispongano di altra soluzione abitativa“. Ciò significa che non vi sarà più alcuna urgenza di abbattere gli abusi edilizi di chi non ha immediatamente un alloggio alternativo a disposizione. Anche si trattasse di una villa in un’area protetta.

Sul provvedimento – si legge sulle pagine de La Repubblica – si è espresso il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello. “Se si irrigidiscono i criteri di priorità con una legge si apre la via a un contenzioso enorme”, ha detto. “Gli avvocati tenteranno ogni strada, giustamente, per impedire la demolizione dell’immobile del proprio assistito. Si chiamano incidenti di esecuzione. Ogni legale alzerà un’opposizione: perché demolite la casa del mio cliente e non quella a fianco?”. I criteri di priorità, sostiene il magistrato, sembrano evanescenti: “Questa legge prova a tutelare il piccolo abuso di necessità rispetto all’ecomostro, ma rischia solo di rallentare l’intero processo di demolizioni”. Nel Napoletano, dove ci sono 70.000 abitazioni fuorilegge, si era avvertita nelle ultime stagioni un’inversione di tendenza con una decrescita dei manufatti abusivi e un aumento delle autodemolizioni da parte dei proprietari: sconfitte al processo, diverse famiglie sceglievano di abbattere la costruzione avviata per evitare il conto dello Stato, più oneroso.

La politica, al contrario, non sta facendo molto. In commissione l’azione di Ala e Forza Italia non ha fin qui trovato ostacoli da Pd, Lega e 5Stelle. Ad opporsi fermamente solo i Verdi, con i coordinatori nazionali Angelo Bonelli e Luana Zanella e il responsabile territorio Sauro Turroni. In questa campagna sono affiancati da urbanisti di peso come Paolo Berdini (ex assessore della Giunta Raggi) e Vezio De Lucia, ex magistrati ambientali come Gianfranco Amendola e Domenico Lo Savio, dal radicale Mario Staderini, l’intellettuale Vittorio Emiliani, l’avvocato Fabio Balocco.

L’appello di chi si oppone al decreto è stato inviato oggi ai presidenti della Repubblica e del Senato e chiede di fermare “una legge blocca demolizioni che legalizza in modo perenne l’abusivismo edilizio”. La denuncia di ambientalisti, urbanisti e scrittori sottolinea: “L’aspetto più grave del provvedimento è che la sua applicazione non ha limiti di tempo, a differenza dei condoni. Questo significa che fra tre mesi, un anno o due chiunque potrà edificare una villa sulla costa, in una vallata o in qualunque altro luogo avendo i requisiti di necessità. Significa, inoltre, che da questa norma l’abusivismo riceverà ulteriori stimoli e la criminalità organizzata potrà realizzare case abusive in spregio alla legge attraverso prestanome”.

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