Share economy: come funziona la permuta, il contratto di scambio

L'economia dello scambio cresce e diventa una risorsa vantaggiosa per tutti.

a cura di
Fisco 7

La permuta è un contratto di scambio che ai sensi dell’articolo 1552 del codice civile “ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà delle cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro”, senza alcun corrispettivo in denaro. In questo articolo analizziamo due elementi essenziali di questo contratto a cui va prestata particolare attenzione: l’accordo tra le parti e la causa.

L’accordo tra le parti

Affinché il contratto di permuta si perfezioni è necessario e sufficiente il consenso delle parti nelle forme previste dalla legge e non anche la consegna del bene compravenduto. Per tale ragione la permuta è un contratto consensuale ad effetti reali.

Dal momento in cui si perfeziona il contratto di permuta, le parti acquistano i diritti e assumono i doveri sul bene/diritto permutato. Ciò significa che se, ad esempio, il bene permutato perisce prima della sua consegna per caso fortuito (quindi non per responsabilità della parte che lo cede in permuta), la parte che avrebbe dovuto ricevere il bene in permuta subisce in toto le conseguenze negative di tale evento.

La causa

Per causa si intende lo scopo, cioè la funzione oggettiva perseguita dall’accordo tra le parti. La causa deve essere ben distinta dai motivi del contratto, cioè le ragioni soggettive perseguite dai contraenti aldilà di quanto stabilito nell’accordo.

Nel contratto di permuta la causa consiste nel trasferimento della proprietà di un bene e/o diritto da un soggetto ad un altro attraverso lo scambio.

A titolo di esempio, si può realizzare una permuta nel caso in cui un soggetto imprenditore voglia sostituire un bene oggetto di produzione e/o vendita (ad esempio, tastiere e monitor per pc) con uno di cui necessita per la propria attività imprenditoriale (ad esempio, cancelleria ed arredo per ufficio).

È fondamentale che la causa del contratto di permuta, oltre ad essere presente, sia lecita cioè non contraria alle norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume. Secondo quanto stabilito dall’art. 1418, comma 2, del codice civile, l’illiceità della causa determina la nullità del contratto.

Ne consegue quindi che se le parti perseguono, attraverso il contratto di permuta, una causa illecita perché, ad esempio, si prefiggono lo scambio di monitor per computer con sostanze stupefacenti, tale contratto è da ritenersi nullo.

Roberto Stella – Centro Studi CGN

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