Serie A in crisi: gli spettatori scappano dalla Pay TV e i conti sono a rischio

I conti dei club della Serie A potrebbero ben presto andare incontro a una crisi senza pari per colpa dei diritti TV

Da sempre, gli introiti dei diritti TV costituiscono una parte fondamentale dei bilanci delle squadre della Serie A di calcio. Per alcune formazioni, addirittura, i soldi delle Pay TV valgono il 70% del bilancio annuale.

Insomma, in molti casi la sopravvivenze dei club della massima serie (e, in misura addirittura superiore, quella delle società delle serie inferiori) è legata a doppio filo alla ripartizione dei diritti TV, modificata nel 2018 dalla cosiddetta Legge Lotti. E, stando ad alcune rilevazioni e analisi, il futuro dell’intero movimento potrebbe essere in grave pericolo. Con la prossima asta dei diritti TV della Serie A (che dovrebbe avvenire a cavallo tra 2020 e 2021), infatti, si potrebbe assistere a un netto calo della raccolta.

Nel corso del 2018, infatti, ci sono stati 1,15 milioni di abbonati in meno alle Pay TV, che vedono così assottigliarsi sempre più i margini operativi e i ricavi. Secondo un’analisi condotta da Enders Analysis, azienda britannica specializzata nelle ricerche di mercato, tra il 2009 e il 2018, i ricavi delle emittenti TV legate al mondo del calcio nostrano sono calati dell’8%, mentre i costi per l’acquisizione dei diritti TV sono cresciuti del 78%. Insomma, la Serie A sembra offrire uno spettacolo sempre meno appetibile ma, al tempo stesso, i costi che le emittenti TV devono sostenere sono cresciti in maniera esponenziale.

Al calo di abbonati e di introiti per le Pay TV hanno contribuito, in maniera sostanziale, anche i cosiddetti pezzotto Sky, apparati elettronici che consentono di accedere alla programmazione di Sky (e altri operatori del settore come DAZN e Netflix) in maniera illegale e truffaldina, che causano mancati introiti per decine di milioni di euro ogni anno. Negli ultimi mesi la Guardia di Finanza ha smantellato diverse reti criminali attive nel settore che, però, sembra ancora godere di un ottimo stato di salute.

E la mancanza fattuale di concorrenza del nostro mercato di certo non aiuterà di certo la Lega Calcio ad avviare trattative da una posizione dominante. Al momento, la torta dei diritti TV è divisa tra Sky e DAZN, con l’operatore satellitare a trasmettere in esclusiva la gran parte delle gare della Serie A. All’orizzonte, però, non si profila l’ingresso di altri player (né le Telco, né i big del web come Facebook e Amazon) né sembra essere credibile l’ipotesi della creazione di un “canale della Lega”, che consenta alle formazioni di gestire in proprio i diritti TV nel tentativo di monetizzarli al meglio.

Insomma, il futuro del nostro calcio è appeso a un filo (quello dell’antenna TV) che, però, non sembra affatto essere solido.

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