Sentenza Karlsruhe, BCE e scenario shock: futuro senza Germania?

Cosa accadrebbe se l'Eurotower dovesse davvero fare a meno del suo pezzo più pregiato?

Quel che fino a poco tempo fa sembrava impossibile, diventa uno scenario sul quale si inizia a ragionare. Intendiamoci, ci muoviamo nel campo scivolosissimo delle ipotesi ma c’è più di un indizio.

Nel caso in cui la Bundesbank dovesse sottrarsi al Piano di Quantitative Easing in scia alla recente sentenza della Corte suprema tedesca, che ha fatto dei rilievi sul Piano di acquisto asset dell’Eurotower ed ha preso tempo rispetto ad una immediata pronuncia di incostituzionalità, la BCE  per non restare con il cerino in mano studia il cosiddetto Piano B. 

FUTURO SENZA BUBA? – A lanciare l’indiscrezione-bomba, è Reuters. Una mossa, quella che starebbe approntando la Banca Centrale Europea,  a metà tra un atteggiamento eccessivamente scrupoloso e qualcosa di più di un mero esercizio di stile: sul piatto, infatti, c’è la possibilità – al momento ancora remota ma non da escludere a priori -di doversi preparare al peggiore degli scenari. Stiamo parlando di un futuro senza Bundesbank , la cui ipotesi di uscita dal Piano QE sarebbe una delle possibili conseguenze del rigetto delle “spiegazioni” fornite dall’Eurotower alla Corte tedesca. Ma c’è di più: la Bundesbank dovrebbe anche vendere i titoli tedeschi acquistati sinora con la BCE chiamata a  farsi carico di compensare gli acquisti mancanti.

Per questo, l’Eurotower starebbe lavorando a un contingency plan per assicurare la prosecuzione di tutti i programmi di acquisto Pspp (Public Sector Purchase Programme) qualora dovesse perdere il suo pezzo più pregiato, l’azionista di maggioranza. Non è neppure esclusa la possibilità di intraprendere un’azione legale contro la Buba per costringerla alla partecipazione allo schema di acquisti oltre che l’ipotesi – decisamente poco praticabile – di vedere subentrare altre Banche centrali dell’eurozona nel ruolo di acquirente pro quota di Bund.

Alla fine, l’ostacolo dovrebbe essere aggirato secondo molti, sarà proprio la Bundesbank a “fare da scudo” all’Istituto di Francoforte visto che sono in tanti a porsi un interrogativo: può esistere l’UE senza la Germania?  

Oggi, intanto, la  Presidente della BCE, Christine Lagarde, in un intervento in diretta Web con i giovani per parlare dell’impatto dell’ emergenza sanitaria su economia, persone e  attori economici, ha anticipato che la crisi generata dall’epidemia di Covid-19 provocherà una caduta del PIL dell’Eurozona compresafra l’8% (scenario medio) e”un po’ più del 12% (scenario più grave).

Più in generale, come noto, lo scenario resta dominato dall’incertezza nel quale tra l’altro la crescita del debito pubblico potrebbe riattivare gli attacchi speculativi sui titoli italiani. Per ora, fa notare l’Eurotower, gli acquisti attraverso il programma pandemico da 750 miliardi lanciato a marzo da Christine Lagarde hanno funzionato, stabilizzando i mercati ma impossibile prevedere con certezza cosa succederà.

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