Sedi fantasma e cause perse: tutti gli sprechi della Rai

Dopo i tagli da 150 milioni imposti dal decreto Irpef, un'inchiesta alza il velo sulla sprecopoli della tv di Stato

La sede regionale di Sassari ospita 7 dipendenti in uno spazio di 900 mq. Un dipendente su 10 (1300 su 13mila) è stato assunto praticamente da un tribunale, cioè ha citato in causa l’azienda vincendola. E la quota di cause perse dalla Rai è del 66% (2 su tre). Sulle cause perse, pesano gli appalti esterni, i pochi controlli, la normativa confusa. Sono 2563 i procedimenti pendenti secondo i calcolo della Corte dei Conti: le spese legali solo per gli avvocati superano quelle dei risarcimenti. Bastano questi dati per spiegare gli sprechi della prima azienda culturale del Paese, messi in fila da un’inchiesta del Messaggero.

IL CASO LIMITE: SASSARI – Il caso limite è la sede Rai di Sassari: 900 metri quadri per 7 dipendenti. Tre redattori, un inviato speciale e tre tecnici. Un manipolo di uomini in un deserto di cemento. La Rai acquistò il palazzo dall’Eni molti anni fa per esplicito desiderio dell’ex presidente della Repubblica Antonio Segni, un gallurese doc. Per quella di Cagliari – che ospita all’incirca altri 100 dipendenti – l’azienda paga l’affitto al Comune. Viale Mazzini paga dunque al Comune l’affitto per la sede di Cagliari e a mantenere il mega palazzo di Sassari.

LE CAUSE IN TRIBUNALE – Tra le voci che hanno inciso nel corso degli anni sul bilancio della Rai ci sono le cause di lavoro. Un dipendente su 10 – lo ha dichiarato il dg Luigi Gubitosi – è stato assunto dopo aver aperto e vinto un contenzioso. E la quota di cause perse dalla Rai è del 66% (2 su tre). Sulle cause perse, pesano gli appalti esterni, i pochi controlli, la normativa confusa. Sono 2563 i procedimenti pendenti secondo i calcolo della Corte dei Conti: le spese legali solo per gli avvocati superano quelle dei risarcimenti.

AUDITORIUM DESERTI – A Venezia palazzo Labia ospita dal 1964, nel cuore pulsante di Venezia e con vista mozzafiato sul Canal Grande, la sede regionale della Rai. È la punta di diamante di un patrimonio immobiliare che in totale ammonta a 750 mila metri quadri. Una distesa sterminata di uffici, porte, scrivanie, finestre spalmati in tutta Italia per contenere le strutture e ospitare 13 mila dipendenti. Altro pezzo pregiato è il centro di produzione di Napoli, in particolare l’Auditorium, 800 posti a sedere con una platea di 700 metri quadri. Il laboratorio di scenografia è un fiore all’occhiello, è in grado di produrre varietà, fiction e altre varie tipologie di spettacolo. La Rai preferisce però spesso rivolgersi all’esterno. Nel primo trimestre del 2012 la Corte dei conti visitò la struttura e concluse che l’Auditorium era stupendo, ma che nel primo quadrimestre dell’anno non era stato quasi mai utilizzato.

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