Secondary ticketing, Antitrust multa Ticketone e altri 4 operatori per 1,7 milioni di euro

Un milione di sanzione alla sola Ticketone. Altre multe a Seatwave, Viagogo, Ticketbis e Mywayticket

Chiusa l’istruttoria dell’Antitrust sul cosidetto secondary ticketing o bagarinaggio online, la pratica con cui il prezzo dei concerti e degli eventi viene fatto esplodere fino a migliaia di euro senza sostanzialmente passare dal mercato primario. Ad essere sanzionati sono stati cinque operatori del settore che, nel complesso, dovranno pagare 1,7 milioni di euro. Cinque i nomi coinvolti: TicketOne, ViaGogo, Ticketbis, MyWayticket e Seatwave.

UN MILIONE A TICKETONE – La parte più salata di questa sanzione, però, è rivolta proprio a Ticketone, società che ha di fatto l’esclusiva su molti concerti e che dovrà pagare 1 milione di euro, a causa delle “concrete procedure adottate da Ticketone per la vendita dei biglietti tramite i canali da esso gestiti. Da questo punto di vista è risultato, infatti, che Ticketone – malgrado fosse tenuto contrattualmente ad predisporre misure antibagarinaggio – non ha adottato efficaci misure dirette a contrastare l’acquisto di biglietti attraverso procedure automatizzate, né ha previsto regole, procedure e vincoli diretti a limitare gli acquisti plurimi di biglietti, né ha effettuato controlli ex post diretti ad annullare tali acquisti plurimi”.

IL CASO COLDPLAY – A scatenare la bufera era stato il concerto dei Coldplay del 3 luglio 2017 a San Siro. Solo 3 settimane dopo i biglietti in vendita giovedì su Viagogo (parterre in piedi) erano saliti a 349,44 euro. Primo anello blu, 439,5 euro. Fila 1: 500,46 euro. Il prezzo originale su TicketOne il 7 ottobre era di 86,25 per i primi due e 109,25 per il terzo.

Da quel famoso concerto dei Coldplay (ma in realtà da molto prima) si è cominciato a far caso a quel fenomeno per cui pochi minuti dopo l’apertura delle prevendite i biglietti si trovavano solo su siti alternativi al triplo del prezzo. Molto spesso, questi siti sono di proprietà degli stessi servizi di ticketing, che riescono così ad avere un margine di guadagno molto maggiore.

ACCUSE INCONSISTENTI – Ticketone sostiene che le accuse ”sono inconsistenti e fondate su una incompleta e forviante interpretazione dei fatti”. A tal proposito TicketOne ”ha già avviato ricorso dinanzi al TAR Lazio ancor prima la pubblicazione del provvedimento”.

SODDISFATTA L’UNIONE CONSUMATORI – Grande soddisfazione sulla chiusura delle istruttorie è stata manifestata da Unione Nazionale Consumatori, tra le prime a puntare i riflettori sulla vicenda. “Difesi i diritti dei fan, costretti a pagare cifre spropositate per assistere ai concerti dei loro cantanti preferiti. Una nostra vittoria, che conferma la bontà della nostra tesi, ossia che Ticketone non aveva adottato misure antibagarinaggio sufficienti per contrastare l’uso di bot e per evitare ed annullare acquisti plurimi. Un’omissione che è stata giustamente considerata dall’Authority una pratica commerciale scorretta“, afferma Massimiliano Dona, presidente UNC. “Avevamo chiesto all’Antitrust di intervenire prima dell’inizio della della prossima stagione estiva. Siamo stati accontentati. Ora si spera che i biglietti non spariscano più”, ha concluso Dona.

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