Seconda ondata, nodo Recovery Fund e crisi aperte: Conte bis al banco di prova

Da Autostrade per l'Italia a ex Ilva, tante questioni irrisolte. Tutte di peso

Se fino a poco tempo fa, l’ipotesi di un nuovo lockdown era quasi fantascienza, in scia alla speranza era che il peggio fosse alle spalle, a complicare i piani del Governo – ancora una volta – ci ha pensato la pandemia che è tornata a far paura anche nel nostro Paese, seppur con numeri più contenuti rispetto ad altre zone dell’Europa dove marcia a ritmi spaventosi.

Al momento, l’esecutivo continua ad escludere la possibilità di un nuovo lockdown generalizzato secondo lockdown generalizzato, stile marzo per capirci, e si tenta di correre ai ripari con nuove misure restrittive in arrivo con il nuovo DPCM ma va da sè che se nelle prossime settimane non dovesse arrivare la sperata inversione di tendenza Conte e Company dovranno prendere in seria considerazione di stringere le maglie ancora di più. Con alcune categorie e settori già sul piede di guerra che promettono battaglia. Una nuova serrata, specie per ristoranti e negozi, già al collasso, sarebbe infatti il colpo di grazia.

L’altra delicatissima questione riguarda il Next Generation Eu, con i 209 miliardi destinati all’Italia. Il muro contro muro tra Parlamento e Consiglio Europeo è tutt’altro che una buona notizia per il nostro Paese con lo stallo nella trattativa sul bilancio comunitario 2021-2027, al quale è strettamente connesso il Fondo per la ripresa da 750 miliardi che rischia di  allontanare anche il “nostro” tesoretto. 

Stallo anche nella trattativa su Autostrade per l’Italia. Nessun sostanziale passo in avanti come ha confermato la Ministra De Micheli. Aspi “ci ha comunicato di accettare il testo dell’accordo negoziale prospettato dalla parte pubblica chiedendo la sola eliminazione della clausola dell’art. 10, relativa alla condizione di efficacia della conclusione della trattativa societaria” ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, in audizione alla commissione Ambiente della Camera. La clausola è quella in cui si vincola l’accordo all’accettazione di cedere il controllo di Aspi a Cdp.

“Lo stallo della trattativa – spiega De Micheli – è dovuto al fatto che permane anche nella lettera giunta al Mit la non accettazione della clausola dell’articolo 10, che richiama perfettamente gli impegni assunti da Atlantia e Aspi nella lettera inviata ai ministri e discussa nel Cdm del 14 e 15 luglio”.

 

Tanti ancora i nodi anche sul dossier Alitalia: se, quello della newco Alitalia si è finalmente sciolto, con la firma del decreto interministeriale che istituisce Italia Trasporto Aereo Spa, tante ancora le questioni irrisolte. A partire dallo  spettro di 5mila esuberi. 

 

Capitolo Ex Ilva. La linea del Governo è chiara: decarbonizzazione e mantenimento dei livelli occupazionali. Se il gruppo franco indiano non intendesse sposare la strategia,   significa che “si troverà” un altro soggetto, ha già chiarito Gualtieri.

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