Scuola, fino a 300 euro di contributo per l’iscrizione. Ma non sono obbligatori

I contributi volontari vanno distinti dalle tasse obbligatorie. Che sono di poche decine di euro e vanno pagate solo per gli ultimi due anni

In Italia l’istruzione pubblica è alla portata di tutti? La domanda si ripropone a pochi giorni dalla scadenza delle iscrizioni alle scuole superiori per il prossimo anno scolastico. In vista del termine ufficiale del 28  febbraio molte famiglie ricevono dalla scuola, insieme alla modulistica per l’iscrizione e all’eventuale bollettino per il pagamento delle tasse scolastiche, anche la richiesta di un “contributo scolastico“. Come denuncia Adiconsum, spesso sono importi consistenti: dai 100 ai 300 euro a ragazzo, a seconda della scuola. Ma è importante ricordare che si tratta di un contributo volontario.

E’ importante dire che spesso questi contributi volontari – in tempi di tagli indiscriminati alla pubblica istruzione – sono l’unico modo per garantire agli studenti attività importanti come i laboratori o i corsi extra-curriculari. La stessa associazione di consumatori precisa di non essere contraria di principio ai contributi, ma contesta i modi spesso poco trasparenti con cui la richiesta viene fatta alle famiglie.

Molte scuole per indurre a pagare il contributo usano “stratagemmi” come l’invio dei bollettini anche agli alunni esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche o di bollettini precompilati con importi “onnicomprensivi” cioè che sommano sia le tasse dovute per legge che i contributi volontari. Si arriva a volte a dare informazioni ingannevoli sull’obbligatorietà dei contributi o a minacciare il rifiuto dell’iscrizione in caso di mancato pagamento.

Obbligatori solo pochi euro per gli ultimi due anni

E’ opportuno ribadire che la legge (decreto 226 del 2005) prevede il diritto-dovere all’istruzione scolastica fino al terzo anno (compreso) di scuole superiori. L’obbligo scolastico si accompagna all’esenzione per tutti gli studenti a prescindere dalla situazione economica o dalla eventuale disabilità.

Le tasse scolastiche obbligatorie, pertanto, sono dovute solo per il 4° e 5° anno di scuola superiore con i seguenti importi:

  tassa di iscrizione: 6,04 euro,
  tassa di frequenza: 15,13 euro.
  tassa per il ritiro dei diplomi (solo per l’ultimo anno): 15,13 euro.

La legge prevede anche che, nell’ambito dell’autonomia scolastica, le scuole abbiano la possibilità di richiedere alle famiglie un contributo per l’arricchimento dell’offerta formativa. Tali contributi sono però da considerarsi sempre “erogazioni liberali”, cioè volontarie, e condizionare l’iscrizione al pagamento di queste somme aggiuntive è un atto illecito.

Si ricorda inoltre che i contributi liberali sono detraibili con la dichiarazione dei redditi (nel limite del 19%). per questo è necessario indicare nella causale del bollettino la dicitura “erogazione liberale per innovazione tecnologica” o “per ampliamento dell’offerta formativa o edilizia scolastica”. (A.D.M.)

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