Scuola, (finalmente) fumata bianca: firmato il contratto. Aumenti da 80 a 110 euro

Dopo anni di stallo è arrivata l’intesa tra governo e sindacati. Tuona l'Anief: "Dal nuovo contratto incrementi minimi"

(Teleborsa) Dopo anni di stallo, quasi dieci, per la precisione, è finalmente arrivata l’intesa tra governo e sindacati. Non solo docenti e personale amministrativo e tecnico, nel nuovo contratto sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil sono coinvolti anche gli addetti dell’Università e della ricerca.

L’ANNUNCIO DELLA MADIA – “Firmato il nuovo contratto della conoscenza, dalla scuola, alla ricerca, all’università, agli istituti artistici e musicali. Era giusto e doveroso”. A dare l’annuncio su Twitter la ministra per la Pubblica amministrazione Marianna Madia che non nasconde la soddisfazione.

“FEDELI” ALLA VALORIZZAZIONE – Valorizzare chi opera nei settori della conoscenza significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità ai nostri giovani”. Così il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli riconosce il valore del contratto della scuola siglato stanotte che riguarda 1,2 milioni di dipendenti. “Siamo molto soddisfatti per l’intesa raggiunta che, voglio ricordarlo, arriva dopo otto anni di mancati rinnovi. Avevamo preso un impegno preciso, lo abbiamo mantenuto. Abbiamo lavorato, in questi mesi, riuscendo a garantire aumenti superiori a quelli previsti”.

LA SODDISFAZIONE DEI SINDACATI – Esultano anche Cgil, Cisl e Uil. “Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione”,  scrivono i sindacati in una nota ufficiale.

AUMENTI DA 80 A 110 EURO – Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.

Tutti felici e contenti? Ovviamente no. Iniziano ad arrivare, infatti, le prime rimostranze.

Anief tuona: “Dal nuovo contratto incrementi minimi” – Il giovane sindacato della scuola Anief spiega che gli stipendi che riguardano docenti e personale ATA verranno incrementati di appena il 3,48%: una percentuale tre volte inferiore all’inflazione, nel frattempo aumentata di ben 14 punti.
“È chiaro che un contratto di questo genere non può soddisfare noi come Anief-Cisal, ma nemmeno i lavoratori del comparto. Come si fa a dire ad un dipendente della scuola che deve essere felice di vedersi accreditare solo un terzo della somma che il costo della vita gli ha sottratto negli ultimi anni? Inoltre, ancora una volta, l’Italia ignora le chiare indicazioni pervenute dalla Corte di Cassazione che ha disapplicato l’illegittima discriminazione e accordato cospicui risarcimenti ai danneggiati, oltre che della giurisprudenza comunitaria”. Così promette Marcello Pacifico, presidente Anief che annuncia ricorsi in Tribunale.

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