Scuola, Azzolina chiede 1 miliardo per riaprire a settembre

La ministra dell'Istruzione vorrebbe usarli per assumere docenti, ma anche per creare spazi aggiuntivi al rientro: ok di Conte e Gualtieri

Una giornata nel mirino. Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, ha firmato delle linee guida per il ritorno a scuola a settembre. Linee guida ritenute irricevibili sia dall’opposizione, con in testa Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sia da esponenti della maggioranza, come il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. In soccorso alla sua ministra è intervenuto Giuseppe Conte. Il premier, intercettato da Alanews nei pressi di Palazzo Chigi, ha ribadito come la scuola sia “un pilastro del nostro sistema sociale” e che la Azzolina abbia “incontrato i sindacati e gli enti locali. Dateci ancora un po’ di tempo”.

Le critiche nei confronti della ministra sono arrivate fino al tardo pomeriggio, contestualmente alle proteste organizzate dal comitato ‘Priorità alla scuola‘ in 60 città italiane, da Nord a Sud. Tra i manifestanti tanti genitori, insegnanti e studenti per chiedere una revisione delle linee guida presentate dalla Azzolina, che “non garantiscono una riapertura delle scuole in presenza, in continuità, in sicurezza e senza riduzione di orario. Da due mesi chiediamo finanziamenti straordinari e strutturali per la ripartenza di tutte le scuole di ogni ordine e grado a settembre”. Fondi che, confermano fonti di governo, sarebbero stati chiesti dalla ministra e promessi dal premier Conte durante il Cdm.

Come la Azzolina intende spendere 1 miliardo per la scuola

La cifra richiesta sarebbe pari a 1 miliardo di euro in più in vista della riapertura delle scuole a settembre. Richiesta che avrebbe visto d’accordo i ministri presenti e che dovrebbe rientrare nel nuovo scostamento di bilancio su cui si sta ragionando a Palazzo Chigi.

In riunione, oltre al premier Giuseppe Conte, anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, i capi delegazione e i responsabili economici delle forze di maggioranza. Del miliardo chiesto dalla ministra, 500 milioni di euro verrebbero destinati all’assunzione di docenti. Notizia salutata con favore dal governatore Bonaccini, che ai microfoni di Rete 4 ha spiegato come la richiesta della ministra vada “nella direzione giusta. Spero di arrivare anche a un accordo definitivo sulle linee guida”

Il predecessore Fioramonti e le dimissioni per mancanza di fondi

È il 25 dicembre, giorno di Natale, quando Lorenzo Fioramonti rassegna le sue dimissioni al premier Giuseppe Conte. Il motivo: “Troppi pochi fondi per la scuola”. L’ex ministro dell’Istruzione, infatti, avrebbe spiegato al presidente del Consiglio la necessità di rivedere l’Iva, lasciando l’aumento, per incassare i 2-3 miliardi ritenuti fondamentali per il suo ministero.

Fioramonti ha sempre ribadito che per la scuola fossero necessari 24 miliardi. E i 3 richiesti al tramonto della sua avventura governativa tornano nelle dichiarazioni rilasciate dopo le voci filtrate dal Cdm odierno. Secondo lui, infatti, per tornare a scuola dopo l’estate servono 3 miliardi, che “si possono recuperare in fase di conversione di decreto rilancio. Conte intervenga”, ha detto all’Adnkronos

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