Scuola, verso l’accorpamento di 3.138 istituti

La legge di stabilità in discussione al Senato prevede la chiusura delle scuole al di sotto dei 600 alunni

Sarà la legge di stabilità – attualmente in discussione al Senato – a decretare la chiusura delle cosiddette “piccole scuole”. In pratica gli istituti che contano meno di 600 alunni o di 400 nelle zone di montagna, nelle piccole isole e nei territori caratterizzati da particolarità linguistiche.

La chiusura sarà progressiva e prenderà forma nel corso del prossimo anno: gli istituti non esisteranno più come entità singole, ma dovranno accorparsi fra di loro.

L’obietto della riorganizzazione è il risparmio sulla struttura organizzativa. A partire dal dirigente scolastico (un preside costa 8omila euro all’anno), e dal “direttore dei servizi generali e amministrativi” (sono i capi delle segreterie, guadagnano 35.500 euro lordi ogni anno): un intervento che taglierà le spese di circa 135,7 milioni di euro che – attraverso altre ristrutturazioni – porterà il risparmio a 162 milioni nell’anno scolastico 2014/2015.

Gli effetti della riorganizzazione si vedranno soprattutto al Sud. La Regione con più scuole sotto i 600 alunni destinate all’accorpamento è la Campania, con 4.18 istituti interessati, seguita dalla Puglia (314) e dalla Calabria (242). La Lombardia, che pure conta il quintuplo dei residenti calabresi, ospita solo 133 scuole coinvolte dalla norma e pure il Piemonte, dove si concentra un terzo dei Comuni italiani sotto i mille abitanti, non supera le 139 scuole troppo “piccole” per sopravvivere in modo autonomo.

Scuola, verso l’accorpamento di 3.138 istituti