Scoperto il falso bio: una truffa che costa 8 milioni di euro agli italiani

Scoperta la frode di frutta e verdura spacciate per bio e vendute in Italia e all'estero al doppio e anche al triplo del loro effettivo valore

All’inizio di novembre la Guardia di Finanza ha sequestrato nel Ragusano circa 10 tonnellate tra prodotti chimici, fertilizzanti, concimi alterati e pesticidi rigorosamente vietati in agricoltura biologica, ma utilizzati da diverse aziende certificate “bio” in Sicilia, che percepivano indebitamente anche contributi dalla Ue e truffavano i consumatori vendendo i prodotti a prezzi stellari. Una maxi truffa che andava avanti dal 2015 e che sarebbe costata agli italiani una cifra intorno agli 8 milioni di euro.

LE AZIENDE COINVOLTE – Al momento sarebbero nove le aziende coinvolte, tutte dislocate nelle province di Ragusa e Siracusa tra Modica, Scicli, Pozzallo e Vittoria. Queste aziende oltre a vendere con denominazione “bio” dei prodotti normalissimi, hanno incassato un milione di euro dalla Ue come finanziamento per la Politica agricola comune europea.

QUANTO VALE IL BIO – Secondo una stima de Il Fatto quotidiano, il bio in Italia vale quasi 5 miliardi di euro all’anno: nel 2016 ne ha fatturati 3 grazie al mercato interno e 1,9 con le esportazioni. Siamo i primi in Europa e i secondi al mondo, dopo gli Usa. Le aziende agricole che producono bio sono 72mila e il loro numero nell’ultimo anno è cresciuto del 20%. Una su 4 non produce in via esclusiva bio e in alcune Regioni in pochi mesi sono quasi raddoppiate, come certifica lo stesso ministero delle Politiche agricole: +95% in Molise, +83% in Campania, +83% in Basilicata.

LA TRUFFA SCOPERTA IN INGHILTERRA – In Italia nessuno si era accorto di nulla. A svelare il tutto è stata una segnalazione arrivata dall’Inghilterra, dove erano arrivate delle zucchine biologiche su cui sono stati trovati troppi pesticidi. Le autorità britanniche hanno avvertito l’Italia e il ministro Martina ha disposto subito dei controlli, senza però trovare traccia di pesticidi nei falsi bio. Come è possibile? Sulla correttezza dei 14 enti certificatori nazionali del bio dovrebbe vigilare Accredia, l’ente unico di accreditamento, che sotto la supervisione del ministero dello Sviluppo economico garantisce l’indipendenza degli organismi di certificazione e dei laboratori. Purtroppo però gli enti di certificazione sono spesso di proprietà di cooperative di produttori, tanto che vengono rappresentati dalla stessa associazione. Insomma, controllati e controllori si sovrappongono.

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