Sanità, serve maxi-piano: ecco perché l’Italia dirà sì al MES

Governo al redde rationem: dopo ripetuti tentativi di aggirare l'ostacolo per il Conte bis è arrivata l'ora di decidere (mentre i tempi del Recovery Fund sono un'incognita)

Il tempo, ormai, è scaduto. Per il Conte bis è arrivato il momento del temuto faccia a faccia con il Mes, che rischia di far saltare il banco nella maggioranza, per questo un ostacolo che si cerca di aggirare da mesi. L’iniziale quanto vana speranza era che a toglierci dall’imbarazzo ci pensasse il consistente tesoretto in arrivo dall’Europa con il Recovery Fund. Niente da fare.

Le tempistiche restano un’incognita specie dopo il braccio di ferro tra Parlamento Europeo e Consiglio. Oggi, nel vertice Ue tra i leader si cercherà di “metterci una pezza” trovando la quadra ma, inutile nasconderlo, la strada è tutta in salita e il rischio che i tempi possano ulteriormente allungarsi diventa una possibilità se non certa quantomeno concreta.

Il Mes, che nel frattempo non è mai completamente uscito di scena, ma semplicemente è rimasto in disparte a guardare, è pronto a guadagnarsi il centro della ribalta. La curva dei contagi nel nostro Paese è tornata a salire: ieri si sono registrati più di 7000 casi di contagi giornalieri, il dato più alto di sempre, seppur a fronte di un numero di tamponi che non si era registrato nei mesi critici, quando ad esempio si contavano più di 6000 contagi a fronte di poco più di 25 mila tamponi.

Un primo alert è arrivato nelle scorse ore. Con i numeri attuali della pandemia da Covid-19 “gli ospedali italiani potranno reggere almeno per 5 mesi ed al momento la situazione è gestibile, ma se dovessimo assistere ad un aumento esponenziale dei casi come sta accadendo in altri Paesi come la Francia allora il sistema ospedaliero avrebbe una tenuta di non oltre 2 mesi”. Lo ha detto all’Ansa Carlo Palermo, Segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri italiani, l’Anaao-Assomed sottolineando che se si passasse dai circa 5 mila casi di contagio giornalieri agli oltre 10 mila come in Francia, “si rischia il crollo della prima trincea ospedaliera anti-Covid, perché gli ospedali non sono pronti a far fronte ad un’epidemia esponenziale”.

“Già ora – avverte Palermo – si iniziano a registrare delle criticità, a partire dal personale sanitario carente e dalle strutture che non sempre garantiscono percorsi differenziati”. L’emergenza Covid-19 ha messo in grande evidenza le debolezze e le vistose falle del nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN), sia nelle strutture ospedaliere di diverse Regioni, sia le carenze nel settore della Prevenzione sul Territorio e delle Residenze Sanitarie assistite (RSA).

E proprio in quest’ottica, dire no alle risorse che sarebbero immediatamente disponibili, sarebbe per molti un imperdonabile errore. La pensa così, ad esempio, Silvio Berlusconi che più volte interrogato sulla questione, ha risposto: “Il Mes? Non riesco a capire questa discussione. E’ davvero incredibile, ci sono interessi allo 0,1% e senza condizioni. Sembra fatto apposta per noi. Abbiamo un bisogno drammatico di risorse da mettere nel sistema economico, soldi praticamente gratis. Si tratta di un atto di solidarietà dell’Europa”.

Anche Paolo Gentiloni non ha mai smesso di incoraggiare l’Italia: “Spetta ai singoli Governi decidere se ricorrere o meno alla linea di credito antipandemica del MES, “certamente l’Italia ha bisogno di migliorare il proprio sistema sanitario, che ha dato un’ottima prova nel corso della crisi ma ha messo in luce anche la necessità di miglioramenti e aggiornamenti”, ha detto di recente Paolo Gentiloni rispondendo a una domanda sul dibattito sull’eventuale ricorso al Mes da parte dell’Italia, durante una conferenza stampa sull’Unione doganale.

E “certamente – ha aggiunto – l’Italia è tra i Paesi che, visti i tassi, possono avere un vantaggio relativamente maggiore rispetto ad altri Paesi”.

Nel frattempo, dal MovimentoCinquestelle che fino a poco fa aveva alzato una cortina di ferro, sembra arrivare qualche timida apertura. Prove generali per il via libero definitivo? 

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