Sanità, chi diserta una visita prenotata dovrà pagare alla successiva

L'idea della Regione Lombardia per ridurre le lunghe liste d'attesa: linea dura contro i pazienti che non si presentano senza disdire l'appuntamento

Linea dura della Regione Lombardia contro i pazienti che prenotano le visite, tramite il centralino o lo sportello, e non si presentano all’appuntamento senza disdire. Sono più di 1 milione infatti le visite prenotate e poi disertate dai pazienti lombardi che, di fatto, intasano non poco le code e le liste d’attesa. Ecco quindi l’idea di far pagare la prestazione prenotata e non disdetta con il ticket della visita o prestazione successiva.

L’obiettivo è quello di ridurre le lunghe liste d’attesa per controlli ed esami e arginare il fenomeno del “no show”: su quattro milioni e mezzo di prenotazioni per le prime visite registrate in un anno dagli ospedali lombardi, 400mila alla fine non vengono fatte. Stesso discorso per i sette milioni e mezzo di visite di controllo, e per i cinque milioni di esami diagnostici (radiografie, ecografie, tac): in un caso su dieci, il paziente fissa l’appuntamento, ma poi si dà alla macchia e non si presenta. Risultato: ogni dodici mesi, 500mila slot per esami e 700mila per controlli non vengono effettivamente sfruttati. E chi ha davvero bisogno di queste prestazioni è costretto ad aspettare, oppure a rivolgersi ad ospedali e ambulatori privati, dove l’attesa si riduce.

“L’idea è quella di addebitare al cittadino il costo della prestazione che non ha fatto, la volta successiva che si rivolgerà al sistema regionale per prenotare un controllo” commenta Giulio Gallera, assessore al Welfare per regione Lombardia.

Al momento la proposta è una semplice idea in via di sviluppo. “Ma nella maggioranza dei casi chi non si presenta ad effettuare esami prenotati lo fa perché i tempi di attesa sono spropositati e si affida al privato – ragiona il Pd Carlo Borghetti – . Una misura come quella al varo della Regione non risolve certo il problema perché interessa una minima parte delle prestazioni e rischia solo di generare contenziosi agli sportelli delle prenotazioni che già oggi sono intasati. È giusto responsabilizzare i cittadini, ma bisogna prima garantire esami in tempi ragionevoli. E in Lombardia non è cosi”.

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