San Marino, esordio sul mercato dei capitali con il Titano Bond

Sarebbe la prima volta nella storia per la microscopica Repubblica che deve fare i conti con la crisi generata dalla pandemia di Covid-19

La Repubblica di S. Marino si lancia per la prima volta sul mercato dei capitali e dopo il Titano, una sorta di criptovaluta/credito fiscale, si prepara a lanciare il Titano Bond, un inedito nella sua storia, accedendo al largo mercato dei sovereign. Sino ad oggi, il debito era stato finanziato dai cittadini della piccola Repubblica situata nelle Marche, con emissioni di titoli pubblici collocati esclusivamente entro il confine dello Stato. Una svolta storica dettata dalla crisi pandemica.

E’ quanto riporta Il Sole 24 Ore, secondo cui questa scelta costerà alla microscopica Repubblica un extra rendimento (High Yield), giacché il suo titolo di Stato dovrà competere con le massicce emissioni degli Stati dell’Eurozona, tutti alle prese con un aumento della spesa pubblica ed un allargamento del deficit, a causa della crisi generata dall’epidemia di Covid-19.

Il Titano Bond

Il governo della Repubblica di S. Marino insediatosi a gennaio starebbe valutando l’emissione di bond, battezzati Titano Bond, per un valore di 500 milioni di euro, da collocare sui mercati internazionali a metà luglio, in una o più tranches e con strutture anche diverse.

L’idea non è nuova, ci si pensa dal 2015, ma la crisi da Covid-19 sembra aver dato un nuovo impulso al progetto, per il quale si sta già testando l’accoglienza e l’appeal fra gli investitori del grande mercato di Londra in una sorta di pre-marketing.

Naturalmente, per competere con le emissioni degli altri stati, il rendimento sarà un fattore chiave, più alto renderà il collocamento più facile, anche perché l’agenzia di rating Fitch ad aprile ha tagliato il rating sovrano di S. Marino a BB dal precedente BBB-, facendo scendere la categoria del rating da “Investment Grade” ad “High Yield”, una classe che denota un rischio maggiore e richieste tassi di interesse più elevati. Un fattore che in realtà non desta preoccupazione nel governo sanmarinese, giacché in un’epoca di tassi negativi il il costo del funding (rendimento da offrire) potrebbe non essere una mannaia.

Una scelta dettata dal Covid-19

Anche la Repubblica di S. Marino come gli altri Stati europei è stata pesantemente colpita dalla crisi generata dalla pandemia di coronavirus, tanto che il Governo della Rocca si sta preparando ad un’impennata del deficit al 20% del PIL dal 2,4% atteso in precedenza.

L’esecutivo ha infatti messo in campo un pacchetto di aiuti del valore di 150-200 milioni per sostenere famiglie ed imprese, senza parlare poi del crollo del turismo, che si spera troverà una rivitalizzaizone con la stagione estiva e con le vacanze di “prossimità”.

Titano, non solo Bond…

Sono tante le ipotesi di lavoro del governo di San Marino per reperire risorse necessarie a finanziare la ripresa. L’altro progetto è una sorta di criptovaluta denominata anch’essa Titano, il cui obiettivo sarebbe accrescere la liquidità nel sistema per sostenere l’economia in difficoltà, pagare stipendi e pensioni.

Il Titano, in realtà, non è una criptovaluta in senso stretto, sarebbe più che altro una “moneta fiscale” – si parla di Certificati di Compensazione Fiscale (CCF ) – un credito fiscale cedibile e circolante pari al valore nominale del titolo, che può essere usato come titolo di pagamento alla stregua di una moneta elettronica. Attenzione però a farlo circolare troppo: sarebbe stata fissata una soglia limite oltre la quale i Titani verranno ritirati.

Quanto vale un Titano? Il suo valore sarebbe di 1 euro. Il credito fiscale sarebbe caricato sulla Smac Card, la tessera magnetica introdotta alcuni anni fa all’interno della piccola Repubblica.

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