La via di Salvini dopo la sentenza tedesca sulla Bce: “Torniamo a stampare moneta”

Il leader della Lega rispolvera una vecchia idea che puntualmente torna tra i banchi della destra: tornare a battere moneta per far fronte alla crisi Covid

Dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca, chiamata a stabilire la legittimità del Pspp, “c’è un problema che emerge: rifondare l’Europa su principi nuovi e tornare ad avere un controllo sulla moneta e sulla legislazione”. Detto in altri termini, tornare a battere moneta. Le parole sono del segretario della Lega, Matteo Salvini, intervenuto su Sky Tg 24.

Quali conseguenze dopo la decisione della corte tedesca

Quello della Corte di Berlino è stato un sì limitato e con molte riserve: la corte di Karlsruhe si è limitata ad accettare le decisioni della Corte di Giustizia europea e a stabilire che il programma d’acquisto di titoli di Stato varato dalla Bce nel 2015 “non viola il divieto di finanziamento monetario” degli Stati membri. Decisione che, almeno per ora, non sembra mettere in discussione la cornice da cui dipende la stabilità finanziaria in Italia e nell’area euro.

Il Programma di acquisti – ricordano i giudici tedeschi – è una decisione della Bce “ultra vires”, ovvero “al di là dei poteri” della Banca centrale. Ma, si osserva, visto che i trattati assegnano alla Corte europea il mandato di interpretare l’applicazione delle misure, va rispettata la decisione di legittimità adottata a suo tempo da quest’ultima. Anche perché, “se ogni Stato invocasse l’autorità di decidere della validità di atti dell’Ue, questo ne minerebbe la applicazione uniforme”.

La proposta di Salvini

Tuttavia, Salvini coglie la palla al balzo. “In Europa i Paesi che stanno reagendo meglio e stanno perdendo meno posti di lavoro sono quelli che possono mettere più liquidità, più denaro, più moneta nel circuito economico e nelle tasche dei cittadini” ha detto il leader del Carroccio, rispolverando un suo vecchio cavallo di battaglia caldo da sempre.

La Svezia, nel primo trimestre di quest’anno, ha registrato un calo solo dello 0,3%, “perché hanno stampato 30 miliardi di euro, da noi sarebbero 180” rimarca Salvini, che sottolinea come vada “ripensato l’intero sistema europeo e anche il diritto di emettere moneta”.

Ma tornare a stampare moneta, chiarisce, non significa un’Italexit, cioè non deve coincidere necessariamente con l’uscita dall’euro. “A trattati attualmente in corso, altri Paesi, pensiamo alla Germania, hanno banche pubbliche che danno liquidità alle loro imprese, ai loro cittadini. Una banca pubblica può emettere liquidità direttamente”.

Il crollo dell’economia italiana

La “via” di Salvini arriva dopo le stime della Commissione Ue nelle sue previsioni economiche di primavera. Nel 2020 l’economia italiana, prevedono gli esperti di Bruxelles, crollerà del 9,5%, per poi rimbalzare del 6,5% nel 2021: ciò assumendo che il Paese non debba tornare al lockdown per combattere la pandemia Covid-19.

Ua stima pur sempre caratterizzata da un grado “eccezionalmente elevato” di incertezza, poiché la principale variabile è la curva epidemiologica, il cui andamento è impossibile da prevedere con certezza. Sappiamo solo che leggermente peggio di noi dovrebbe fare solo la Grecia, duramente piegata dalla crisi che ha travolto il settore turistico, da cui dipende in larga parte la sua economia.

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