Salute: nel 2015 diminuisce l’aspettativa di vita degli italiani. E al Sud si muore prima

Colpa delle scarse risorse economiche e, di conseguenza, di servizi sanitari meno efficienti. Lo rivela il Rapporto Osservasalute 2016

(Teleborsa) E’ proprio vero che quando c’è la salute c’è tutto. E’ sicuramente questa la frase che va per la maggiore quando si cerca di consolare qualcuno alle prese con le difficoltà economiche. Mille volte l’avrete pronunciata e altrettante ve la sarete sentita ripetere per portare la classica ma necessaria ventata di ottimismo e spazzare via qualche nuvolone di troppo.

E se anche la salute scarseggia? Allora sì che sono guai. Nel 2015 , infatti, è diminuita l’aspettativa di vita degli italiani rispetto all’anno precedente. A scattare la fotografia, non certo incoraggiante, ci pensa il Rapporto Osservasalute 2016 presentato a Roma all’Università Cattolica dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.

Nel 2015 ci sono state 49.000 morti n più rispetto al 2014, decessi avvenuti per una concomitanza di cause, tra queste la diffusione di epidemie influenzali, e nel mese di lugli del 2015, temperature particolarmente elevate che hanno fatto la differenza per soggetti già in condizioni di salute precarie.

Il dato che riguarda la vita media premia ancora le donne con  84,6 contro 80,1 anni per gli uomini ma il gap si accorcia: “La distanza della durata media della vita di donne e uomini si sta sempre più riducendo anche se, comunque, è ancora fortemente a favore delle donne”, si legge nel Rapporto.

Chi vive al Nord, vive di più. Avreste mai detto che anche la geografia mette lo zampino sulla vostra aspettativa di vita? Al Sud, complici le minori risorse economiche e, di conseguenza, servizi sanitari meno efficienti,  si muore prima. La regione che si porta a casa il triste primato per la speranza di vita più bassa è la Campania.

Che lo sport faccia bene alla salute è cosa risaputa. Che gli italiani siano dei gran pigroni pure, E’ ferma, infatti, la percentuale di connazionali che praticano uno sport, che si attesta introno al 33,3%.

Stabili anche gli italiani in sovrappeso (più di un terzo nel 2015) e anche qui bisogna guardare al Sud. Infine,  1 su 10 è obeso. Con tanti saluti alla prova costume

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